16/05/2016

Richiesta di audizione orale oltre che difesa scritta.

Il lavoratore ha diritto alla contestazione specifica dei fatti di rilevanza disciplinare che il datore di lavoro ritiene di dovergli contestare. Le giustificazioni devono essere presentate entro 5 giorni dal ricevimento della lettera o nell’altro maggior termine eventualmente previsto dal contratto collettivo applicato al rapporto di...Leggi tutto

Opera di Alberto Sughi, 1956.

24/02/2016

Il luogo di presentazione delle giustificazioni non è quello della prestazione lavorativa

La procedura di contestazione di addebito impone al datore di lavoro e al lavoratore l'osservanza di una pluralità di adempimenti per il corretto svolgimento della procedura e dei rispettivi ruoli. Il lavoratore può chiedere di presentare le sue giustificazioni in forma orale. In questo caso si pone il problema di individuare il luogo in cui il...Leggi tutto

Se sbaglia ha diritto di conoscere la contestazione e di difendersi

03/04/2015

Anche al direttore generale le garanzie della procedura di contestazione di addebito

Al rapporto di lavoro dirigenziale è da ritenersi applicabile la L. n. 300 del 1970, art. 7, come principio di generale garanzia fondamentale, a tutela di tutte le ipotesi di licenziamento disciplinare. Questo è solco interpretativo anche di importanti pronunce della Corte costituzionale (in particolare: 30 novembre 1982 n. 204; 25 luglio 1989 n....Leggi tutto

22/01/2014

I fatti disciplinari non devono essere contestati più di una volta.

Con la sentenza n. 21760 del 2010, la Suprema Corte di Cassazione ha statuito che il datore di lavoro, una volta esercitato validamente il potere disciplinare in relazione a determinati fatti costituenti infrazioni disciplinari, non può esercitare una seconda volta, per quegli stessi fatti, il medesimo potere. Si trattava del caso di un dipendente di una...Leggi tutto

22/01/2014

Il potere disciplinare deve essere esercitato con oculatezza

Il datore di lavoro deve esercitare il suo potere disciplinare previsto dall'articolo 7 dello statuto dei lavoratori con criteri di giustizia e fondatezza.  Nel caso in cui vi sia un cattivo esercizio di quel potere con il sorgere di uno stato di morbilità a danno del lavoratore, l'azienda successivamente non potrà validamente intimare un...Leggi tutto

13/01/2014

In malattia la procedura di contestazione deve essere sospesa.

Un dipendente di una banca milanese ha ricevuto una lettera di contestazione di addebito avente ad oggetto degli atti di negligenza nell’espletamento delle sue mansioni. L’impiegato ha risposto chiedendo la sospensione della procedura perché per potersi difendere aveva necessità di accedere all’ufficio e di esaminare il suo...Leggi tutto

13/01/2014

Mancata affissione del codice disciplinare, irrilevanza.

La corte di cassazione ha affermato che “ ove l'illiceità del comportamento del lavoratore abbia una rilevanza di carattere penale, non occorre una specifica previsione della relativa sanzione nell'ambito del codice disciplinare (cfr., originariamente, Cass. n. 10591/1991, e, poi, Cass. n. 9719/1994 - secondo cui la garanzia della previa affissione...Leggi tutto

13/01/2014

Contestazione di addebito, procedura e rilevanza del comportamento assunto dal lavoratore.

La corte di cassazione, in una recente sentenza (Cassazione – Sezione lavoro – sentenza 18 dicembre 2007 – 25 febbraio 2008, n. 4773) ha affermato che “La sanzione, nel procedimento disciplinare regolato dall'art 7 della legge n. 300 del 1970, è correlata ai fatti oggetto di contestazione; sicché la condotta difensiva del...Leggi tutto

10/01/2014

Sanzione, affissione del codice disciplinare.

La Corte di cassazione ha confermato il suo precedente indirizzo giurisprudenziale secondo il quale “ ove l'illieità del comportamento del lavoratore abbia una rilevanza di carattere penale, non occorre una specifica previsione della relativa sanzione nell'ambito del codice disciplinare (cfr., originariamente, Cass. n. 10591/1991, e, poi, Cass. n....Leggi tutto

10/01/2014

Contestazione, diritto di difesa.

La Corte di Cassazione ha confermato il principio secondo il quale “ il datore di lavoro non può adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del lavoratore senza averlo sentito a sua difesa dopo avergli contestato l'addebito”. Questa previsione di legge comporta che “solo ove il lavoratore lo chieda il datore di lavoro...Leggi tutto

Il potere disciplinare del datore di lavoro

  Le norme disciplinari relative alle sanzioni, alle infrazioni in relazione alle quali ciascuna di esse può essere applicata ed alle procedure di contestazione delle stesse, devono essere portate a conoscenza dei lavoratori mediante affissione in luogo accessibile a tutti. Il datore di lavoro non può adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del lavoratore senza avergli preventivamente contestato l'addebito e senza averlo sentito a sua difesa. Il lavoratore potrà farsi assistere da un rappresentante dell'associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato. La multa non può essere disposta per un importo superiore a quattro ore della retribuzione base e la sospensione dal servizio e dalla retribuzione per più di dieci giorni. In ogni caso, i provvedimenti disciplinari più gravi del rimprovero verbale non possono essere applicati prima che siano trascorsi cinque giorni dalla contestazione per iscritto del fatto che vi ha dato causa. Articolo 7 dello statuto dei lavoratori

Impugnazione della sanzione. Ferma restando la facoltà di adire l'autorità giudiziaria, il lavoratore al quale sia stata applicata una sanzione disciplinare può promuovere, nei venti giorni successivi la costituzione, tramite l'ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione, di un collegio di conciliazione ed arbitrato, composto da un rappresentante di ciascuna delle parti e da un terzo membro scelto di comune accordo o, in difetto di accordo, nominato dal direttore dell'ufficio del lavoro. La sanzione disciplinare resta sospesa fino alla pronuncia da parte del collegio. Qualora il datore di lavoro non provveda, entro dieci giorni dall'invito rivoltogli dall'ufficio del lavoro, a nominare il proprio rappresentante in seno al collegio, la sanzione disciplinare non ha effetto. Se il datore di lavoro adisce l'autorità giudiziaria, la sanzione disciplinare resta sospesa fino alla definizione del giudizio. Non può tenersi conto ad alcun effetto delle sanzioni disciplinari decorsi due anni dalla loro applicazione. Art 7 dello Statuto dei lavoratori