Responsabilità del datore di lavoro

L’ambiente ostile e stressante, tollerato dal datore di lavoro costituisce violazione dei doveri di tutela del datore di lavoro

Responsabilità del datore di lavoro

03/04/2018 Un lavoratore con incarico dirigenziale, dopo essere stato allontanato dalla direzione generale della banca è stato inserito in una piccola filiale composta da tre persone; in questa filiale il lavoratore è stato accompagnato da un diffuso atteggiamento ostile e di scherno, realizzatosi anche mediante diffusione di lettere nell’agenzia, in assenza di qualsivoglia... [Leggi tutto]
 Cassazione sez. Lavoro ordinanza n. 3977, 2018

Lo straining (stress forzato) forma attenuata di mobbing: fonte di responsabilità risarcitoria contro il datore di lavoro

Cassazione sez. Lavoro ordinanza n. 3977, 2018

27/02/2018 English version   Il tribunale di Brescia ha condannato il  datore di lavoro al risarcimento dei danni subiti dalla dipendente liquidato in euro 11.329. La dipendente era stata dichiarata inidonea all'insegnamento ed era stata assegnata alla segreteria della scuola; dopo questa assegnazione è sorta tensione con la dirigenza scolastica allorquando la lavoratrice aveva... [Leggi tutto]
Cassazione sezione lavoro sentenza n. 30.606 del 20 dicembre 2017

Perseguitato perché si iscrive al sindacato, azienda condannata al risarcimento dei danni per mobbing

Cassazione sezione lavoro sentenza n. 30.606 del 20 dicembre 2017

25/01/2018 English Version Un lavoratore ha agito avanti il tribunale assumendo di essere stato vittima di una complessiva condotta di mobbing. Il tribunale ha ritenuto sussistente il Mobbing aziendale perché è stato dimostrato nella causa che il lavoratore aveva subito le vessazioni aziendali per essersi rivolto all'organizzazione sindacale per la tutela dei suoi interessi. In... [Leggi tutto]
Lo dice il giudice Dossi del tribunale di Milano

Mobbing, azioni datoriali ad alto contenuto persecutorio

Lo dice il giudice Dossi del tribunale di Milano

09/11/2017 Un dirigente agisce avanti il tribunale di Milano  contro la sua datrice di lavoro lamentando di aver subito lesioni personali e danni in conseguenza di comportamenti lesivi. Il tribunale, dopo aver assunto le prove testimoniali, ha respinto la domanda del dirigente, ritenendo insussistente il lamentato mobbing. La motivazione del rigetto è stata così motivata dal giudice.... [Leggi tutto]
lo dice la corte di giustizia europea

Vietare l'uso del velo non è discriminazione

lo dice la corte di giustizia europea

14/03/2017 Un'azienda con sede in Belgio vieta ai propri dipendenti di indossare sul luogo di lavoro segni visibili delle loro convinzioni politiche, filosofiche o religiose e di compiere qualsiasi rituale che derivi da tali convinzioni. Dopo questo divieto è sorta una controversia con una dipendente di fede islamica che si presentava sul luogo di lavoro con il velo. La Corte di Giustizia... [Leggi tutto]
sistematicità e intento persecutorio

Vi è mobbing solo se sussistono comportamenti di persecuzione da parte del datore di lavoro.

sistematicità e intento persecutorio

27/11/2016 La Corte di Cassazione, sez. Lavoro, con la sentenza n. 24029/16, depositata il 24 novembre, ha ribadito i requisiti necessari perché si possa parlare di comportamento del datore di lavoro configurante il mobbing contro il dipendente. Il principio è stato così sintetizzato:  "Ai fini della configurabilità del mobbing lavorativo devono ricorrere: a) una... [Leggi tutto]
Tutela fortissima a favore del lavoratore

Se il licenziamento è stato intimato per vendetta, spetta sempre la reintegrazione nel posto di lavoro ed il risarcimento dei danni

Tutela fortissima a favore del lavoratore

16/12/2015 Il Tribunale Milano, ritenendo la natura ritorsiva di un licenziamento intimato dal datore di lavoro che occupava meno di 16 addetti, ha ordinato la reintegrazione nel posto di lavoro, con il risarcimento del danno subito dal lavoratore in conseguenza del licenziamento illegittimo. Il datore di lavoro ha impugnato la sentenza davanti alla Corte di Appello di Milano che, invece, pur... [Leggi tutto]
L'azienda non deve essere luogo di martirio

In azienda i maltrattamenti trattati come se accaduti in famiglia.

L'azienda non deve essere luogo di martirio

03/01/2015 La Corte di Cassazione è stata chiamata a pronunciarsi su questo fatto: la Corte d'appello di Torino ha assolto il presidente di una società per il reato di lesioni personali e maltrattamenti per presunti reati commessi in danno di una dipendente. Per la corte di appello non sussistono i presupposti del cosiddetto. mobbing sussumibile nella fattispecie prevista dei... [Leggi tutto]
Equiparati i due posti

maltrattamento in azienda come se fosse in famiglia

Equiparati i due posti

09/11/2014 Il reato di maltrattamento in famiglia nel luogo di lavoro è configurabile solo qualora l'azienda abbia dimensioni ridotte dal punto di vista spaziale, personale e organizzativo, tale da equiparare le relazioni tra le persone (datore di lavoro o equiparato e lavoratori) a quelle esistenti tra componenti di una famiglia in senso stretto. Cassazione penale    sez. VI 5 marzo... [Leggi tutto]
Cassazione sentenza 8804/2014

Incombe sul lavoratore l'onere di dare la prova del mobbing

Cassazione sentenza 8804/2014

06/07/2014 Un lavoratore, dipendente della Regione Autonoma Valle d'Aosta, si rivolgeva al tribunale di Aosta su esponendo di aver subito un infarto al miocardio imputabile al datore di lavoro per il sovraccarico di lavoro, le vessazioni di un superiore gerarchico configurante Mobbing e la sottoposizione a procedimenti penali, successivamente archiviati, collegati all'attività lavorativa. Su... [Leggi tutto]
Chi lo deduce lo deve provare

Il danno esistenziale deve essere provato

Chi lo deduce lo deve provare

27/07/2017 Con ricorso al tribunale, un dipendente ha agito nei confronti del datore di lavoro chiedendo il risarcimento dei danni subiti per non essere stato riammesso in servizio con l'attribuzione delle medesime mansioni in precedenza svolte. Il tribunale accoglieva la domanda riconoscendo l'esistenza del danno biologico ed esistenziale. La corte d'appello confermava la sentenza affermando che il... [Leggi tutto]
Non esiste una espressa norma penale

Il mobbing non è reato

Non esiste una espressa norma penale

21/01/2014 La Corte di Cassazione, dopo qualche oscillazione, ultimamente ha affermato, in modo chiaro e netto, che " non esiste nel codice penale una espressa norma incriminatrice che sanzioni il c.d. mobbing. La figura di reato maggiormente prossima ai connotati caratterizzanti il mobbing è quella dei maltrattamenti commessi da persona dotata di autorità per l'esercizio di una... [Leggi tutto]
Con la ritorsione: diritto a una tutela piena con la reintegrazione nel posto di lavoro e il risarcimento di tutti i danni con i contributi previdenziali

Il licenziamento illegittimo è anche ritorsivo se vi sono prove sia pur semplicemente indiziarie

Con la ritorsione: diritto a una tutela piena con la reintegrazione nel posto di lavoro e il risarcimento di tutti i danni con i contributi previdenziali

03/01/2020 Un lavoratore, assunto alle dipendenze di una società come operaio specializzato con mansioni di incisore pantografista aveva ricevuto, al momento del suo rientro in servizio dopo una lunga assenza del malattia una lettera di licenziamento motivata dalla scelta organizzativa di chiudere il settore produttivo della bigiotteria, argenteria e ottone per il calo di commesse riguardante... [Leggi tutto]
si tratta di due concetti diversi

La dequalificazione non sempre si accompagna al mobbing!

si tratta di due concetti diversi

17/01/2014 Il danno da dequalificazione professionale e quello da mobbing sono due identità autonome e separate. Il lavoratore che li assume ha l’onere di dare la prova rigorosa e idonea della loro separata esistenza.  La dequalificazione, da sola, non è automatica espressione di un comportamento mobbizzante da parte del datore di lavoro.  Il lavoratore nel caso concreto... [Leggi tutto]
illecito di natura civile

Il mobbing normalmente non costituisce reato

illecito di natura civile

08/01/2014 Il mobbing contro il lavoratore normalmente non costituisce reato ma illecito di natura civile. Il lavoratore oggetto di mobbing può chiedere solo il risarcimento del danno. Ma se sussistono altri e più consistenti elementi di sopraffazione e vessazione può presentare denuncia per maltrattamenti o lesioni personali o ingiuria o diffamazione. Occorre esaminare in concreto... [Leggi tutto]
condotta vessatoria

Violenza privata - Mobbing

condotta vessatoria

07/01/2014 La condotta molesta e vessatoria posta in essere dal datore di lavoro o dai suoi collaboratori integrante il fenomeno del mobbing sul luogo di lavoro può configurare anche ipotesi di reato ( minaccia, violenza privata, diffamazione, ingiuria lesioni personali ). (Cassazione penale Sentenza, Sez. IV, 21/09/2006, n. 30075 - R. ed altri)  [Leggi tutto]
La prova è pienamente valida

Registrazione occulta e mobbing.

La prova è pienamente valida

07/01/2014 La corte di cassazione ha ammesso come mezzo di prova delle vessazioni in ufficio le registrazioni della dipendente. È nota la difficoltà ontologica di provare il mobbing in azienda anche perché delle volte a porre in essere gli atti di mobbing sono gli stessi colleghi di lavoro. I colleghi di lavoro non gradiscono in genere di essere chiamati nei tribunali a confermare... [Leggi tutto]

 

 

 

 

 

 

 

La donna nella Grecia classica e dintorni

Da Ippocrate in poi, molte teorie venivano formulate dalla medicina greca a proposito della capacità riproduttiva della donna, ed alcune erano estremamente fantasiose.

Si pensava infatti che l’utero “vagasse” per il corpo femminile se la donna non aveva rapporti e che quindi l’unico rimedio fosse il matrimonio. 

Nel frattempo, alcuni medici consigliavano di legare la donna su una scala a testa in giù e scuoterla finché l’utero non fosse ritornato nella sua sede naturale; oppure, se era arrivato al cervello, si cercava di farlo scendere facendo annusare alla malcapitata sostanze maleodoranti.  E così via.

La donna nubile era considerata con malevolenza all’interno della famiglia, in cui non aveva un ruolo preciso; solo sposandosi, acquisiva uno status sociale consono.

 Anche il pensiero filosofico non era da meno riguardo alla differenza di genere: lo stesso Platone (considerato impropriamente paladino della parità tra maschio e femmina) riteneva che, per la teoria della reincarnazione, se un essere di sesso maschile operava male nella vita si sarebbe ritrovato dopo la morte ingabbiato in un corpo femminile. 

 Ad Atene, pur essendo il matrimonio monogamico, l’uomo poteva avere ben tre donne: la moglie, che gli assicurava la legittimità dei figli, una concubina ed una etera, che lo accompagnava nei banchetti pubblici ed era in grado di conversare di svariati argomenti.  La moglie, anche se non era relegata in casa, non aveva occasione di intessere relazioni sociali, ma era isolata nell’ambito della famiglia, priva di una vera educazione e di possibilità reali di socializzazione.

Anche ai giorni nostri, le donne devono fronteggiare sul lavoro il mobbing e la discriminazione di genere. Non è difficile comprendere perché ciò possa avvenire, considerati anche questi precedenti storici dei nostri antenati scientifici, letterari e filosofici che, pur nella loro cultura, hanno sempre attribuito alla donna un ruolo marginale e di sottomissione.

 

Nella foto: vaso greco che raffigura la nascita di Bacco dalla coscia di Zeus; aspirazione all'autosufficienza maschile. Opera esposta nel museo nazionale archeologico di Taranto.