Sentenza cassazione numero 6.047/2018 pubblicata il 13 marzo.

Il musicista che si esibisce durante la malattia può avere diritto solo al risarcimento del danno senza reintegrazione nel posto di lavoro

Sentenza cassazione numero 6.047/2018 pubblicata il 13 marzo.

15/03/2018 Il datore di lavoro ha contestato ad un lavoratore che nel suo periodo di assenza dal servizio, per 4 giorni, a seguito di una presunta malattia, si era sibito in pubblico svolgendo attività di concertista unitamente ad altre persone. In particolare si era esibito nell'ambito di una serata organizzata per la festa della Madonna del Carmelo con la sua band. Il datore di lavoro ha... [Leggi tutto]
Corte di appello di Milano, Sentenza n. 416/2017

In concorso con i sottoposti ruba il pesce all’azienda che rivende a terzi per spartirsi il ricavato

Corte di appello di Milano, Sentenza n. 416/2017

10/02/2018 L’azienda contesta al lavoratore che “durante le operazioni di carico e scarico merce effettuato sotto la sua supervisione e responsabilità un sottoposto, anziché caricare sul furgone in sua dotazione esclusivamente la merce indicata nella relativa lista di prelievo (ossia quella effettivamente ordinata dai nostri clienti ) ha caricato in aggiunta a tali prodotti ed... [Leggi tutto]
Lo dice la Corte di Appello di Milano, presidente il giudice Picciau

Attenti al linguaggio che urta la sensibilità di collega donna: si rischia il posto di lavoro.

Lo dice la Corte di Appello di Milano, presidente il giudice Picciau

08/02/2018 ( english   Version ). L’azienda ha contestato ad un lavoratore di aver effettuato due telefonate inappropriate alla presenza di una collega di stanza. Il contenuto della contestazione di addebito era così formulato dall’azienda: “Nel corso della prima telefonata, Lei, incurante della presenza della sua collega nella stanza, con tono della voce... [Leggi tutto]

il fatto disciplinare sussistente ma privo di illiceità dà diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro

22/06/2017 Un dipendente pubblica sulle sue pagine di Facebook delle frasi denigratorie nei confronti del suo datore di lavoro. Dopo aver espletato la procedura di contestazione disciplinare, il dipendente è stato licenziato per giusta causa. Il licenziamento è stato impugnato in tribunale. Il tribunale, nella fase sommaria, accoglieva il ricorso del lavoratore e ordibava la reintegrazione... [Leggi tutto]

Accedere con abuso a Internet, si rischia di perdere il posto di lavoro.

20/06/2017 Il fatto: un dipendente è stato licenziato per aver abusato in modo considerevole della connessione ad internet con il suo computer aziendale; era risultato che per ben due mesi aveva utilizzato il computer per connettersi a siti di internet con accessi del tutto estranei all'attività aziendale. La corte di appello ha dichiarato la illegittimità del licenziamento, senza... [Leggi tutto]

Condannati 2 lavoratori per concorrenza sleale, ma assolta la terza società che non ha istigato i dipendenti alla violazione degli obblighi di fedeltà

08/06/2017 Due dipendenti di una società, fanno costituire un'altra società alle rispettive mogli perché intraprenda un'attività commerciale direttamente in concorrenza con il proprio datore di lavoro. I mariti, attraverso i loro contatti personali, utilizzando le conoscenze di cui godevano in virtù dell'attività lavorativa svolta, hanno iintessuto... [Leggi tutto]

Il dipendente non può promuovere la vendita della biancheria intima all'interno dei locali aziendali.

29/05/2017 Un impiegato, con mansioni di area manager ha avuto la contestazione di diversi fatti di rilievo disciplinare: avere portato sul luogo di lavoro per commercializzarli capi di biancheria intima; essersi recato in due occasioni durante l’orario di lavoro presso l’esercizio commerciale gestito da un'altra società, della quale era socio; avere timbrato in entrata il cartellino... [Leggi tutto]

Non si minacciano e ingiuriano i superiori.

14/04/2017 Un dipendente di Poste Italiane spa, impugnava il licenziamento disciplinare con preavviso intimatogli per essersi presentato presso la sede di lavoro un giorno in cui era sospeso dal servizio in esecuzione di una sanzione disciplinare, ed avere inveito nei confronti del capo reparto e del capo turno con minacce («tu non vedrai più tuo figlio, tu tua moglie, tu la tua... [Leggi tutto]

Un furto di benzina, anche se modesto, legittima il licenziamento disciplinare

06/04/2017 Un dipendente, con mansioni di tecnico di manovra, prelevava durante il suo turno di lavoro circa 20 litri  di gasolio dal carrello di manovra al quale era adibito; il datore di lavoro, dopo avergli contestato il furto, lo ha licenziato per giusta causa. Il lavoratore ha impugnato il licenziamento; a sostegno della sua impugnazione sosteneva che la sanzione del licenziamento era... [Leggi tutto]
Cassazione sentenza n. 4125/17

Obbligo di fedeltà, non di omertà. Una denuncia contro l’azienda non comporta l’automatica legittimità del licenziamento disciplinare.

Cassazione sentenza n. 4125/17

18/02/2017 A un lavoratore è stato contestato di avere sottoscritto un documento, indirizzato alla Procura della Repubblica e al Ministero del Lavoro, con il quale venivano denunciate la utilizzazione illegittima della cassa integrazione guadagni straordinaria e altre violazioni, relative alla disciplina legale e contrattuale del lavoro straordinario, alla utilizzazione di fondi pubblici e alla... [Leggi tutto]
Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 3739/17; depositata il 13 febbraio.

I documenti riservati dell'azienda devono rimanere tali, pena il licenziamento del lavoratore infedele.

Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 3739/17; depositata il 13 febbraio.

15/02/2017 L'azienda ha contestato ad un suo dipendente il possesso e la abusiva acquisizione di appunti manoscritti concernenti informazioni confidenziali relative al prodotto denominato copolymer, informazioni che si riferivano alle materie prime, al loro costo, alla identità dei fornitori e dei clienti, alle modalità di produzione e di trasporto. Il tribunale e La corte di appello... [Leggi tutto]
Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 2499/17; depositata il 31 gennaio

La sottile linea di demarcazione del licenziamento per rappresaglia dai motivi disciplinari.

Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 2499/17; depositata il 31 gennaio

05/02/2017   Un lavoratore dipendente di una nota casa di moda, pubblica sulla sua pagina di Facebook una vignetta con un'immagine raffigurante un coperchio di vasellina cui era sovrapposto un disegno e il marchio dell'azienda. La vignetta si riferiva ad un incontro sindacale infruttuoso per il rinnovo del contratto integrativo aziendale. Il datore di lavoro, venuto a conoscenza della... [Leggi tutto]
Cassazione sentenza  n. 1315/17

Non basta il semplice diverbio contro il superiore per giustificare un licenziamento.

Cassazione sentenza n. 1315/17

20/01/2017 Per essersi rifiutato di svolgere l’attività ordinatagli dal capo turno e per il tono minaccioso usato nei confronti del responsabile dello stabilimento, un’azienda ha adottato nei confronti del lavoratore il licenziamento per giusta causa. Il lavoratore ha  impugnato il licenziamento avanti il tribunale; il tribunale ha disposto la sua reintegrazione nel posto di... [Leggi tutto]
Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 19922/16; depositata il 5 ottobre

Il gps costituisce una modalità indebita di controllo a distanza, licenziamento ingiustificato

Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 19922/16; depositata il 5 ottobre

09/10/2016 Spesso accade che le aziende installino sui veicoli aziendali dei gps che consentono di verificare, in modo invasivo il tragitto e le soste del prestatore d’opera nel rendere la sua prestazione lavorativa. In questo caso sottoposto alla Corte di Cassazione, che tratta della prestazione lavorativa di una guardia giurata nei suoi servizi di sorveglianza, si addebitava al lavoratore... [Leggi tutto]

I permessi per l’assistenza ai disabili diventano insidiosi per chi li usufruisce indebitamente

19/09/2016 A una  dipendente è stato contestato di avere utilizzato, nel primo trimestre del 2012, complessivamente n. 38 ore e 30 minuti di permesso ai sensi dell'art. 33 L. 104/92, fruiti per finalità diverse dall'assistenza alla madre disabile, e specificamente per recarsi a Milano a frequentare le lezioni universitarie di un corso di laurea. Il Comune, datore di lavoro,  ha... [Leggi tutto]

Reazione datoriale troppo lenta: illegittimo il licenziamento, ma niente reintegra per il lavoratore.

13/09/2016 La controversia trae origine dall’impugnazione di un licenziamento intimato ad un lavoratore assunto in un istituto di credito, il quale, grazie ad una segnalazione anonima, aveva avuto conoscenza del comportamento negligente e contrario ai propri obblighi contrattuali tenuto dal lavoratore, astenutosi per oltre due mesi dalle attività affidategli e dall’utilizzo della... [Leggi tutto]

Tre giorni di assenza e il silenzio del lavoratore non giustificano il licenziamento.

10/07/2016 Un lavoratore si assente in modo ingiustificato per tre giorni, senza comunicare nulla all’azienda che lo licenzia per giusta causa. Tribunale e Corte di Appello dichiarano la illegittimità del licenziamento perché il contratto collettivo dei grafici, applicato al rapporto di lavoro,  prevede come giusta causa di licenziamento solo l’assenza che si è... [Leggi tutto]

Cassiere licenziato per aver abusato della propria carta fedeltà: provvedimento illegittimo se il vantaggio è minimo

13/05/2016 La vicenda trae origine dalla condotta di un lavoratore addetto alla cassa di un supermercato che, approfittando del suo ruolo, ha utilizzato la propria ‘carta fedeltà’, aumentando il credito di punti a sua disposizione e, allo stesso tempo, attribuendo sconti e promozioni ai clienti impegnati a pagare la propria spesa. Pacifici i fatti oggetto della causa, in quanto non... [Leggi tutto]

Timbra il cartellino del collega: legittimo il licenziamento intimato dalla società

24/03/2016 Con sentenza del 2013 la Corte di appello aveva riformato la sentenza del giudice di primo grado che aveva dichiarato inammissibile il ricorso proposto da un lavoratore avverso il licenziamento intimatogli da una società cooperativa. La Corte di appello, nell’occasione, aveva ritenuto che il dipendente avesse timbrato volontariamente il cartellino di un collega che sapeva essere... [Leggi tutto]

Non basta una semplice spallata al collega per legittimare il licenziamento

14/02/2016 Il Tribunale e la Corte di appello hanno dichiarato l'illegittimità del licenziamento adottato nei confronti di un lavoratore che aveva dato una "spallata", neppure violenta e, comunque, priva di qualsiasi ulteriore strascico, ad un collega. Nell'occasione nei confronti dello stesso collega era stata pronunciata la frase "ma che cosa ha da guardarmi?". Per la corte di appello e per il... [Leggi tutto]

ARTICOLO 2119 codice civile. Recesso per giusta causa. Il datore di lavoro o il lavoratore  possono recedere dal contratto prima della scadenza del termine, se il contratto è a tempo determinato, o senza preavviso, se il contratto è a tempo indeterminato, qualora si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto. Se il contratto è a tempo indeterminato, al prestatore di lavoro che recede per giusta causa compete l'indennità sostituiva del preavviso.

ART. 18 dello statuto dei lavoratori. Tutela del lavoratore in caso di licenziamento disciplinare illegittimo. Il giudice, nelle ipotesi in cui accerta che non ricorrono gli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa addotti dal datore di lavoro, per insussistenza del fatto contestato ovvero perche' il fatto rientra tra le condotte punibili con una sanzione conservativa sulla base delle previsioni dei contratti collettivi ovvero dei codici disciplinari applicabili, annulla il licenziamento e condanna il datore di lavoro alla reintegrazione nel posto di lavoro e al pagamento di un'indennita' risarcitoria commisurata all'ultima retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento sino a quello dell'effettiva reintegrazione, Il datore di lavoro e' condannato, altresi', al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dal giorno del licenziamento fino a quello della effettiva reintegrazione.

ARTICOLO 2118 codice civile. Recesso dal contratto a tempo indeterminato. Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato, dando il preavviso nel termine e nei modi stabiliti, dagli usi o secondo equità.

In mancanza di preavviso, il recedente è tenuto verso l'altra parte a un'indennità equivalente all'importo della retribuzione che sarebbe spettata per il periodo di preavviso.

 

Art. 18 dello statuto dei lavoratori : licenziamento illegittimo ma con il solo diritto ad una indennità risarcitoria, senza reintegrazione nel posto di lavoro. Il giudice, nelle altre  ipotesi (il fatto sussiste ed è stato commesso dal lavoratore) ma in cui accerta che non ricorrono comunque gli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa addotti dal datore di lavoro, dichiara risolto il rapporto di lavoro con effetto dalla data del licenziamento e condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennita' risarcitoria onnicomprensiva determinata tra un minimo di dodici e un massimo di ventiquattro mensilita' dell'ultima retribuzione globale di fatto, in relazione all'anzianita' del lavoratore e tenuto conto del numero dei dipendenti occupati, delle dimensioni dell'attivita' economica, del comportamento e delle condizioni delle parti, con onere di specifica motivazione a tale riguardo.