Vi è una presunzione di conoscenza

Il mancato ritiro all'ufficio postale delle lettere della procedura di contestazione di addebito non inficia il licenziamento finale

Vi è una presunzione di conoscenza

07/11/2019 Il datore di lavoro invia gli atti del procedimento disciplinare e la lettera di licenziamento agli indirizzi via via dichiarati dal lavoratore all'azienda. Le lettere ritornano, però, in azienda senza che il lavoratore si sia preoccupato di andarle a ritirare all'ufficio postale dove sono rimaste in giacenza per i giorni previsti. Le lettere sono state inviate a due... [Leggi tutto]
Con la ritorsione: diritto a una tutela piena con la reintegrazione nel posto di lavoro e il risarcimento di tutti i danni con i contributi previdenziali

Il licenziamento illegittimo è anche ritorsivo se vi sono prove sia pur semplicemente indiziarie

Con la ritorsione: diritto a una tutela piena con la reintegrazione nel posto di lavoro e il risarcimento di tutti i danni con i contributi previdenziali

26/09/2019 Un lavoratore, assunto alle dipendenze di una società come operaio specializzato con mansioni di incisore pantografista aveva ricevuto, al momento del suo rientro in servizio dopo una lunga assenza del malattia una lettera di licenziamento motivata dalla scelta organizzativa di chiudere il settore produttivo della bigiotteria, argenteria e ottone per il calo di commesse riguardante... [Leggi tutto]
Il sistema informatico difettoso dell'azienda municipalizzata all'epoca dei fatti consentiva questa possibilità

Un Impiegato infedele dell'atm di Milano produce biglietti di viaggio che non contabilizza. Licenziato per giusta causa

Il sistema informatico difettoso dell'azienda municipalizzata all'epoca dei fatti consentiva questa possibilità

18/09/2019 L'ATM di Milano ha contestato a un impiegato la violazione dei suoi doveri di fedeltà, correttezza e buona fede perché ha prodotto, attraverso il suo identificativo personale, ben 310 titoli di viaggio di diversa tipologia che sono stati utilizzati per l'accesso alla rete di trasporto, senza che nessuno di essi fosse stato contabilizzato perché non risultavano essere... [Leggi tutto]
Licenziamento legittimo perché rispettoso delle previsioni del contratto collettivo

Il postino si attarda nel ristorante e trascura il lavoro

Licenziamento legittimo perché rispettoso delle previsioni del contratto collettivo

03/09/2019 La società Poste Italiane intima a un lavoratore il licenziamento per giusta causa per essersi il dipendente intrattenuto in due occasioni, assieme ad altri, ben oltre l’orario di pranzo previsto, lasciando al contempo incustodita la posta assegnatagli ed il mezzo in dotazione. Il tutto senza aver completato il suo lavoro per non avere consegnato due plichi. La controversia... [Leggi tutto]
L'assistenza del disabile deve essere permanente

Durante il congedo per assistere il padre disabile non si può andare in bicicletta da Bergamo in Puglia

L'assistenza del disabile deve essere permanente

23/07/2019 Un dirigente chiede e ottiene dall'azienda il congedo straordinario per assistere il padre disabile. Durante questo congedo che ha una lunga durata, il dirigente è risultato che, "si è allontanato dalla sua abitazione e dal padre disabile che avrebbe dovutoassistere: ininterrottamente dal 31 maggio 2015 al 12 giugno 2015, quando egli si è recato in bicicletta in Puglia, a... [Leggi tutto]
il controllo giurisdizionale sulla proporzione della sanzione appartiene sempre al giudice

Il giudice non è vincolato dalle norme disciplinari del contratto collettivo

il controllo giurisdizionale sulla proporzione della sanzione appartiene sempre al giudice

03/05/2019 Il datore di lavoro contesta al lavoratore la scarsità di rendimento in relazione alla fornitura di un lotto di 30 pezzi e la recidiva in due  precedenti condotte che erano state punite con la sospensione dal lavoro e dalla retribuzione. Il tribunale e la corte di appello hanno rigettato l'impugnazione del licenziamento intimato con il preavviso. Ha proposto ricorso in cassazione... [Leggi tutto]
La Cassazione ha confermato la sanzione per la irreversibile lesione del vincolo fiduciario

La commessa dà al marito i buoni sconto della tessera promozionale di un cliente per un valore di 24 euro: licenziata immediatamente

La Cassazione ha confermato la sanzione per la irreversibile lesione del vincolo fiduciario

29/04/2019 A una cassiera presso un punto vendita della società datrice di lavoro è stato contestato di aver omesso di consegnare 8 buoni sconto del 10% sulla spesa alla cliente che era titolare di una tessera promozionale, per un valore complessivo di € 24; questi buoni sono stati  risultati come spese presso il punto vendita dal marito della cassiera il giorno successivo... [Leggi tutto]
Il computer aziendale si usa solo per lavoro

Rischia il licenziamento il dipendente che naviga online durante l’orario di lavoro

Il computer aziendale si usa solo per lavoro

06/02/2019 Il titolare di uno studio medico ha effettuato un controllo sul computer assegnato alla segretaria, col sospetto che la stessa passasse a navigare in internet e su Facebook gran parte dell’orario lavorativo. L’esame della cronologia del computer della dipendente ha evidenziato “circa 6mila accessi nel corso di diciotto mesi, di cui circa 4mila e 500 accessi a... [Leggi tutto]
Gravissima violazione che legittima il licenziamento immediato

Chiede il permesso per assistere la suocera ma va in villeggiatura al mare, senza la suocera

Gravissima violazione che legittima il licenziamento immediato

01/02/2019 Un lavoratore presta la sua attività lavorativa alle dipendenze della De Vizia Transfer S.p.A; ha chiesto al datore di lavoro di poter usufruire di una giornata di permesso ai sensi della legge n. 104/1992 per assistere la suocera che risiede nella sua stessa abitazione. L'azienda le concede, come per legge, il permesso richiesto ma il lavoratore anziché assistere la... [Leggi tutto]
 Licenziamento immediato ritenuto legittimo dai giudici

Schiaffeggia, danneggia, sbatte la porta

Licenziamento immediato ritenuto legittimo dai giudici

20/01/2019 Un dipendente aggredisce e schiaffeggia la vice responsabile della filiale di una banca, colpisce con un pugno la tastiera di un computer  del capo ufficio e esce dall'ufficio del suo capo  prendendo a calci la porta. La banca lo licenzia per giusta causa. Il lavoratore impugna il licenziamento assumendo, a giustificazione del suo comportamento, di essere stato... [Leggi tutto]
La lavoratrice deduce tardivamente e solo in appello di essere stata  licenziata con discriminazione a ragione della sua maternità

Il licenziamento discriminatorio deve essere dedotto tempestivamente nella causa avanti il tribunale

La lavoratrice deduce tardivamente e solo in appello di essere stata licenziata con discriminazione a ragione della sua maternità

16/12/2018 La Sixty italia Retail srl intima a una sua  lavoratrice il licenziamento per giustificato motivo oggettivo. La lavoratrice impugna il licenziamento sostenendone la illegittimità perché le era stato intimato con la omissione della procedura del tentativo obbligatorio di conciliazione avanti al direzione territoriale del lavoro; a questo motivo aggiunge  che nel merito... [Leggi tutto]
La Corte di appello sbagliando aveva riconosciuto alla lavoratrice la sola indennità risarcitoria senza la reintegrazione nel posto di lavoro

Cassiera licenziata per l’accusa di un ammanco ma la società non fornisce la prova dell’ammanco: disposta la reintegrazione nel posto di lavoro.

La Corte di appello sbagliando aveva riconosciuto alla lavoratrice la sola indennità risarcitoria senza la reintegrazione nel posto di lavoro

23/11/2018 La Corte di appello di L'Aquila, in parziale riforma della pronuncia del Tribunale di Avezzano, ha dichiarato illegittimo, per carenza di giusta causa, il licenziamento disciplinare intimato dalla Eurospin Lazio spa ad una sua dipendente, in quanto ritenuta responsabile, quale cassiera del supermercato, di un ammanco di cassa di euro 400,00 e, ai sensi dell'art. 18 comma V della legge n. 300... [Leggi tutto]
La segnalazione fatta all’azienda dal suo amico che aveva autorizzato accesso alle pagine facebook

Pubblica sulla sua pagina facebbok critiche all’azienda da cui dipende: licenziato

La segnalazione fatta all’azienda dal suo amico che aveva autorizzato accesso alle pagine facebook

14/11/2018 Con sentenza del 25 maggio 2017, la Corte d'Appello di Torino, in sede di reclamo ex art. 1, comma 54, L. n. 92/2012, confermava la decisione resa dal Tribunale di Alessandria e rigettava la domanda proposta da un lavoratore, nei confronti di AMAG Ambiente S.p.A. (già Amiu S.p.A.), avente ad oggetto la declaratoria di illegittimità del licenziamento disciplinare intimatogli per... [Leggi tutto]
Un capostazione reintegrato nel posto di lavoro anche se condannato per maltrattamenti in famiglia

Violento in famiglia ma quei fatti non possono giustificare il licenziamento del ferroviere

Un capostazione reintegrato nel posto di lavoro anche se condannato per maltrattamenti in famiglia

16/09/2018 Un   capostazione è stato condannato penalmente per condotta di maltrattamenti nei confronti dei familiari. Le sue sentenze di condanna sono divenute definitive e hanno avuto anche una certa risonanza mediatica. Le ferrovie, poggiando su queste condanne, hanno ritenuto che la condotta del lavoratore fosse incompatibile con il rapporto di lavoro e hanno proceduto al suo... [Leggi tutto]
Occorre esaminare attentamente il comportamento del lavoratore, lo afferma la Cassazione

Dedicarsi a lavori extraziendali durante la malattia, non comporta l'automatica legittimità del licenziamento

Occorre esaminare attentamente il comportamento del lavoratore, lo afferma la Cassazione

07/07/2018 Un operario è stato licenziato per giusta causa dalla società Tasso s.r.l. per avere svolto attività lavorativa in proprio (tinteggiatura di esterni) durante l’ultimo giorno di un periodo di assenza per malattia protrattosi dal 14.7.2015 al 17.7.2015 per asserita gastroenterite; la Corte d’Appello di L’Aquila rigettava il reclamo proposto ex art. 1... [Leggi tutto]
Cassazione, sezione lavoro, sentenza numero 17.685/2018 depositata il 5 luglio

Impiega più di 3 ore e 50 minuti per un lavoretto di mezz'ora, licenziamento per giusta causa legittimo

Cassazione, sezione lavoro, sentenza numero 17.685/2018 depositata il 5 luglio

07/07/2018 Un operaio metalmeccanico  impiega più di 3 ore e 50 minuti di tempo per eseguire una lavorazione che un operaio con esperienza analoga avrebbe eseguito in poco più di mezz'ora. L'azienda, invocando anche la recidiva rappresentata da tre precedenti provvedimenti disciplinari di sospensione dal lavoro, lo licenzia per giusta causa. Il tribunale e la corte d'appello,... [Leggi tutto]
Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 15084/18; depositata l’11 giugno

Appropriarsi della posta aziendale è pericoloso ma non al punto da giustificare il licenziamento

Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 15084/18; depositata l’11 giugno

15/06/2018 Una lavoratrice ha inoltrato al suo indirizzo di posta elettronica personale una pluralità di e-mail intercorse tra se stessa e i clienti della società. La lavoratrice, però, non ha fatto un uso improprio delle e-mail ricevute sulla posta dell'azienda né ha divulgato segreti aziendali o svolto attività concorrenziale con il suo datore di lavoro. Il datore di... [Leggi tutto]
Cassazione sentenza n. 10.963 del 18 maggio 2018.

La cassazione esclude lo scarso rendimento se vi sono i certificati medici a giustificare le assenze dal lavoro

Cassazione sentenza n. 10.963 del 18 maggio 2018.

25/05/2018 L'azienda intima ad un lavoratore il licenziamento per scarso rendimento per una pluralità di assenze giustificate da una varietà di certificati di malattia ma che, per il loro numero e la loro collocazione temporale rendevano inadeguata la prestazione del dipendente, con riferimento alle esigenze organizzative e produttive aziendali. Il tribunale e la corte di appello hanno... [Leggi tutto]
Cassazione Lavoro, ordinanza n. 12431/18; depositata il 21 maggio

Se il datore di lavoro perde la fiducia per fatti gravi, il licenziamento è legittimo

Cassazione Lavoro, ordinanza n. 12431/18; depositata il 21 maggio

24/05/2018 Un direttore di filiale del Banco BPM S.p.A in qualità di responsabile di filiale, negozia degli assegni non trasferibili a favore di soggetti diversi dal beneficiario e concede fidi ed aperture di credito a soggetti economicamente inaffidabili: la banca gli contesta questo comportamento che viola i suoi doveri contrattuali e le disposizioni di legge e all'esito della procedura di... [Leggi tutto]
 Cassazione  sentenza n. 12094 resa pubblica il 17 maggio 2018.

La mancata partecipazione alle esercitazioni di tiro, non giustifica il licenziamento della guardia giurata

Cassazione sentenza n. 12094 resa pubblica il 17 maggio 2018.

20/05/2018 La folgorpol srl ha licenziato una guardia giurata; a fondamento del licenziamento vi è stata anche la contestazione di addebito che il lavoratore non avesse eseguito entro il prescritto semestre le esercitazioni di tiro. Il tribunale ha reintegrato la guardia nel suo posto di lavoro ed ha rilevato che quanto alla contestazione relativa alla mancata effettuazione delle esercitazioni di... [Leggi tutto]

Comunicazione della cessazione del rapporto di lavoro agli enti amministrativi

Entro 5 giorni dalla data risoluzione del rapporto di lavoro, il datore di lavoro è tenuto ad informare il Centro per l’impiego competente della cessazione del rapporto di lavoro (art. 21, comma 1, Legge n. 264/1949).

 La comunicazione di cessazione deve essere eseguita anche in presenza di un rapporto di lavoro a termine, allorché avvenga in data antecedente alla data di fine rapporto comunicata al momento della sua instaurazione, proroga o trasformazione. Va comunicata inoltre anche la risoluzione posticipata nel caso del contratto a tempo determinato che si prolunghi per prosecuzione di fatto.

 L’omessa comunicazione è punita con una sanzione amministrativa da € 100 a € 500, per ciascun lavoratore interessato (art. 19, comma 3, D.lgs.276/2003). 

ARTICOLO 2119 codice civile. Recesso per giusta causa. Il datore di lavoro o il lavoratore  possono recedere dal contratto prima della scadenza del termine, se il contratto è a tempo determinato, o senza preavviso, se il contratto è a tempo indeterminato, qualora si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto. Se il contratto è a tempo indeterminato, al prestatore di lavoro che recede per giusta causa compete l'indennità sostituiva del preavviso.

ART. 18 dello statuto dei lavoratori. Tutela del lavoratore in caso di licenziamento disciplinare illegittimo. Il giudice, nelle ipotesi in cui accerta che non ricorrono gli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa addotti dal datore di lavoro, per insussistenza del fatto contestato ovvero perche' il fatto rientra tra le condotte punibili con una sanzione conservativa sulla base delle previsioni dei contratti collettivi ovvero dei codici disciplinari applicabili, annulla il licenziamento e condanna il datore di lavoro alla reintegrazione nel posto di lavoro e al pagamento di un'indennita' risarcitoria commisurata all'ultima retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento sino a quello dell'effettiva reintegrazione, Il datore di lavoro e' condannato, altresi', al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dal giorno del licenziamento fino a quello della effettiva reintegrazione.

ARTICOLO 2118 codice civile. Recesso dal contratto a tempo indeterminato. Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato, dando il preavviso nel termine e nei modi stabiliti, dagli usi o secondo equità.

In mancanza di preavviso, il recedente è tenuto verso l'altra parte a un'indennità equivalente all'importo della retribuzione che sarebbe spettata per il periodo di preavviso.

 

Art. 18 dello statuto dei lavoratori : licenziamento illegittimo ma con il solo diritto ad una indennità risarcitoria, senza reintegrazione nel posto di lavoro. Il giudice, nelle altre  ipotesi (il fatto sussiste ed è stato commesso dal lavoratore) ma in cui accerta che non ricorrono comunque gli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa addotti dal datore di lavoro, dichiara risolto il rapporto di lavoro con effetto dalla data del licenziamento e condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennita' risarcitoria onnicomprensiva determinata tra un minimo di dodici e un massimo di ventiquattro mensilita' dell'ultima retribuzione globale di fatto, in relazione all'anzianita' del lavoratore e tenuto conto del numero dei dipendenti occupati, delle dimensioni dell'attivita' economica, del comportamento e delle condizioni delle parti, con onere di specifica motivazione a tale riguardo.