Elementi taggati con superamento

La mancata concessione del datore di lavoro deve essere fondata su seri motivi

17/09/2020 - Una lavoratrice, già reintegrata nel suo posto di lavoro dal Tribunale presso la s.r.l. Yazaki Europe Limited Italia, ha lamentato di essere stata collocata non più presso la sede di ( omissis ) ma presso la lontana sede di ( omissis ), con mansioni deteriori, ciò che ha peggiorato le sue condizioni di salute... [Leggi tutto]

Licenziamento possibile se la prova non si supera

31/12/2019 - Quesito: una lavoratrice, assunta in  prova  è rimasta  incinta , può essere  licenziata ? La prova può essere sospesa per le assenze dovute alla gravidanza? RISPOSTA Sul licenziamento Una lavoratrice in stato di gravidanza può benissimo essere licenziata al pari di un qualsiasi altro... [Leggi tutto]

Con la legge Fornero diritto alla reintegrazione e al solo risarcimento dei danni non superiore a un anno di retribuzione

08/10/2019 - L’azienda intima al lavoratore il licenziamento per avvenuto superamento del periodo di comporto. Il lavoratore impugna il licenziamento sostenendo che alcuni giorni, utilmente conteggiati dall’azienda nel periodo di comporto, in realtà non dovevano essere conteggiati perché le assenze erano imputabili a malattia... [Leggi tutto]

Lo dice la Corte di Cassazione con la sentenza n. 17006/2017

01/05/2018 - Un lavoratore è stato licenziato per superamento del periodo di comporto. Contrariamente al tribunale, la corte di appello di Messina nel riformare una sentenza del tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, ha ritenuto che il periodo di riferimento entro cui calcolare - ai sensi dell'art. 93 del c.c.n.l. settore Terziario - il numero... [Leggi tutto]

Decideranno le Sezioni Unite della Cassazione

13/12/2017 - Un lavoratore è stato licenziato con lettera del 7 luglio, per superamento del periodo di comporto. Il lavoratore ha impugnato il licenziamento sostenendo che il periodo di comporto non era maturato perché i suoi giorni di assenza per malattia non avevano superato il limite temporale previsto dal contratto collettivo. Il... [Leggi tutto]

Il datore di lavoro è obbligato a concederle

28/04/2017 - In prossimità del raggiungimento del periodo di comporto, al fine di evitarne la maturazione, un lavoratore ha chiesto di poter usufruire delle ferie maturate. Il datore di lavoro, incurante di questa domanda, ha comunicato al lavoratore interessato il licenziamento per superamento del periodo di comporte senza concedere le ferie... [Leggi tutto]

Prevale l'interesse del lavoratore a mantenere il posto di lavoro

02/05/2016 - In prossimità del raggiungimento del periodo di comporto  (per il concetto si veda wikipedia) , al fine di evitarne la maturazione, un lavoratore ha chiesto di poter usufruire delle ferie maturate. Il datore di lavoro, incurante di questa domanda, ha comunicato al lavoratore interessato il licenziamento per superamento del... [Leggi tutto]

Il datore di lavoro di fatto ha rinunciato ad avvalersi del superamento del comporto

16/04/2016 - Con ricorso al Tribunale una lavoratrice esponeva di essere stata oggetto di comportamenti vessatori da parte del datore del lavoro sin dal 2005; che a causa di ciò si era assentata per malattia dall'aprile 2006; che in data 27.12.06 il suo periodo di comporto era scaduto; che a seguito di nota del datore di lavoro (26.1.07) presentava... [Leggi tutto]

Nesso di causalità tra le mansioni svolte e la malattia sofferta

21/12/2014 - Il Tribunale di Bergamo dichiarò l'illegittimità del licenziamento per superamento del periodo di comporto e ordinò la reintegrazione della lavoratrice nel posto di lavoro con la condanna della società al risarcimento del danno.  La sentenza, appellata dalla datrice di lavoro soccombente, fu confermata dalla... [Leggi tutto]

Obbligo di concederle

24/09/2014 - La Corte di Cassazione, decidendo una controversia avente ad oggetto la compatibilità tra malattia e richiesta di godimento delle ferie arretrate di un lavoratore prossimo a maturare i requisiti temporali del licenziamento per avere superato i limiti di assenza per malattia, ha deciso a favore del godimento delle ferie, nonostante la... [Leggi tutto]

16/05/2014 - Nel caso in cui la malattia di un lavoratore superi certi limiti previsti per legge o dal contratto collettivo, l'impresa ha la facoltà di intimare il licenziamento per superamento del periodo di comporto (periodo di tutela per le assenze dovute a malattia). L'istituto del comporto ha una disciplina giuridica molto varia... [Leggi tutto]

Il datore di lavoro non può trarre vantaggio dalla sua condotta colposa

22/01/2014 - Nel caso in cui le assenze per malattia siano riconducibili alla condotta aziendale e alla illegittimità delle sanzioni disciplinari inflitte al lavoratore essendovi l'esistenza del nesso causale tra la malattia e le condizioni di lavoro, Il licenziamento intimato al lavoratore per superamento del periodo di comporto é da... [Leggi tutto]

Licenziamento possibile se la prova non si supera

13/01/2014 - Quesito: una lavoratrice, assunta in  prova  è rimasta  incinta , può essere  licenziata ? La prova può essere sospesa per le assenze dovute alla gravidanza? RISPOSTA Sul licenziamento Una lavoratrice in stato di gravidanza può benissimo essere licenziata al pari di un qualsiasi altro... [Leggi tutto]

13/01/2014 - La corte di cassazione ha così sintetizzato alcuni dei principi che disciplinano il licenziamento del lavoratore per il superamento del periodo di comporto. “L'art. 2110 del codice civile, al secondo comma, consente all'imprenditore di recedere dal rapporto di lavoro in caso di assenza del lavoratore per malattia che si sia... [Leggi tutto]

07/01/2014 - La corte di cassazione ha affermato che se il superamento del periodo di comporto è dovuto alla violazione da parte del datore del lavoro degli obblighi di sicurezza sul luogo del lavoro, non si può procedere al licenziamento del lavoratore che è stato costretto, suo malgrado, ad assentarsi dal lavoro oltre il termine... [Leggi tutto]

La funzione dell’avvocato

10/01/2016  «Le leggi scrissi ugualmente per l'umile e per il nobile, adattando a ciascuno retta giustizia.» Solone, in Aristotele, Costituzione degli Ateniesi.  L'avvocato difende una parte. Non è chiamato all'imparzialità — quella spetta al giudice — ma alla lealtà verso il proprio assistito e alla correttezza verso tutti gli altri.... [Leggi tutto]

Socrate: nel cuore del processo, tra parola, verità e giustizia

06/03/2021 Nei tribunali si discute. A lungo, a volte all’infinito. Si ascoltano tesi opposte, si sollevano eccezioni, si contestano fatti, intenzioni, circostanze. A chi guarda da fuori, tutto questo può apparire cavilloso, ripetitivo, perfino inutile. Ma Socrate — nel suo celebre dialogo con Eutifrone — ci invita a guardare più a fondo. “Non è sul... [Leggi tutto]

La celerità come esigenza di tutela giuridica 

L’urgenza non riguarda solo i provvedimenti cautelari, ma anche le controversie in materia di differenze retributive e risarcimenti. In un contesto caratterizzato da appalti ed esternalizzazioni, accade frequentemente che le imprese appaltatrici cessino l’attività o si cancellino dal registro delle imprese subito dopo aver concluso l’affare, lasciando i lavoratori privi di un interlocutore effettivo. In questi casi, la tempestività dell’azione è decisiva. Solo intervenendo rapidamente è possibile preservare l’effettività della tutela giurisdizionale ed evitare che la decisione giudiziale si trasformi, come le gride manzoniane, in un enunciato privo di reale efficacia.

  La nostra forza: istituti retributivi  e numeri, un sapere unitario

 Leggere e interpretare le previsioni economiche di un contratto collettivo non è mai semplice. Non basta scorrere le tabelle: occorre   tradurre principi giuridici astratti nei calcoli che incidono sui diversi istituti retributivi. È un passaggio complesso, che richiede   conoscenza tecnica e visione giuridica.
 La difficoltà sta proprio qui: coniugare l’astrattezza del concetto con la concretezza del numero. È un’operazione che non può essere   spezzata, né divisa tra più mani. Se la si frammenta, si rischia di perdere la piena comprensione del sistema.
La nostra forza nasce da questa consapevolezza: costruiamo in modo unitario istituti giuridici e proiezioni economiche, senza scollature tra teoria e pratica. Diritto del lavoro e numeri camminano insieme, in un’unica lettura. Ed è proprio questa integrazione che rende il nostro lavoro affidabile, solido e capace di dare risposte certe a lavoratori e imprese.

GLI OBBLIGHI DI MANTENIMENTO NELLA SEPARAZIONE SONO DIVERSI DA QUELLI A SEGUITO DI DIVORZIO

05/03/2019 La corte di appello pone a carico del marito l'obbligo di corrispondere alla moglie un assegno mensile di mantenimento pari a € 2000. La decisione poggiava sul fatto che la moglie non lavorava per potersi dedicare alla famiglia, il marito era un professionista affermato ed era proprietario di numerosi immobili mentre la moglie non aveva fonti di reddito diverse dall'assegno percepito dal... [Leggi tutto]

Il risarcimento del danno per la perdita del prossimo congiunto

08/10/2022 La perdita del prossimo congiunto per fatto e colpa d’altri cagiona pregiudizi di tipo esistenziale, i quali sono risarcibili perché conseguenti alla lesione di un diritto inviolabile della persona: nel caso dello sconvolgimento della vita familiare provocato dalla perdita di congiunto, il pregiudizio di tipo esistenziale è risarcibile appunto perché consegue alla... [Leggi tutto]

Il patto di non concorrenza nel rapporto di lavoro subordinato: natura, funzione e limiti di validità

02/01/2022 Il patto di non concorrenza è un contratto a titolo oneroso e a prestazioni corrispettive: – il datore di lavoro si obbliga a corrispondere al lavoratore una somma di denaro (o altra utilità); – il lavoratore si impegna, per un periodo successivo alla cessazione del rapporto, a non svolgere attività in... [Leggi tutto]

Patto di non concorrenza: limiti incerti e compenso inadeguato lo rendono nullo

09/05/2026 Con la sentenza n. 300/2026, R.G. 691/2025, Corte d’Appello di Milano – Sezione Lavoro (Pres. Ravazzoni, rel. Dossi), pubblicata il 24 marzo 2026, la Corte milanese interviene in modo netto sul patto di non concorrenza, dichiarandone la nullità integrale per violazione dei requisiti dell’art. 2125 c.c. Il punto decisivo riguarda la indeterminatezza del limite... [Leggi tutto]