Licenziamento illegittimo? La Cassazione detta nuove regole sul repêchage

18/10/2024  L'azienda intima il licenziamento per giustificato motivo oggettivo ad una dipendente con mansioni di centralinista, perché con l'introduzione del sistema automatico di risposta telefonica le attività di smistamento delle telefonate ad essa assegnate non erano più proficuamente utilizzabili. Le rimanenti mansioni, che la dipendente svolgeva, di carattere residuale e... [Leggi tutto]

Un calo del volume di affari non giustifica il licenziamento a fronte dell'assunzione di altri lavoratori

20/02/2023 La Corte di Appello di Potenza ha respinto la domanda di annullamento del licenziamento per giustificato motivo oggettivo di una addetta a mansioni di estetista con orario part-time pari a 24 ore settimanali, per l’esigenza di ridurre i costi di gestione e la necessità di dover procedere alla riorganizzazione dell'azienda. La Corte di Appello, riformando la sentenza del... [Leggi tutto]
il fatto non sussiste perché non è connotato dalla illiceità

La insubordinazione della cuoca di portare le colazioni in classe non era tale da giustificare il licenziamento

il fatto non sussiste perché non è connotato dalla illiceità

27/10/2022 Una società di ristorazione ha contestato ad una lavoratrice, assunta come cuoca e che aveva avuto l'assegnazione delle mansioni di approntare i pasti della mensa scolastica alla quale era adibita nonché tutte le attività preesistenti e successive indispensabili a consentire la preparazione dei cibi, di essersi rifiutata di portare le colazioni in classe, con comportamento... [Leggi tutto]
 Non hanno provato di possedere i requisiti previsti dall’accordo sindacale

L’Alitalia definitivamente assolta dall’obbligo di riassumere i lavoratori

Non hanno provato di possedere i requisiti previsti dall’accordo sindacale

10/08/2022 Alcuni lavoratori, già impiegati alle dipendenze di Alitalia in amministrazione straordinaria e di Air One, hanno chiesto al Tribunale di Roma la loro assunzione alle dipendenze di Alitalia-Compagnia Aerea Italiana S.p.A. invocando a sostegno di questa domanda l'accordo sindacale del 30/31 ottobre 2008. Quest'accordo prevedeva l'assunzione da parte di Alitalia-Compagnia Aerea Italiana... [Leggi tutto]
Vale la data dell'invio della lettera di convocazione

Nella procedura del licenziamento per g.m.o. avanti la D.t.l. la convocazione deve avvenire con l'invito entro sette giorni

Vale la data dell'invio della lettera di convocazione

17/10/2020 Un'azienda che occupava più di 15 addetti, volendo adottare un licenziamento per giustificato motivo oggettivo, ha chiesto alla direzione territoriale del lavoro la convocazione delle parti per esperire il tentativo preventivo di conciliazione. La direzione territoriale del lavoro entro il termine dei sette giorni previsto dalla legge ha spedito la lettera di convocazione sia al... [Leggi tutto]
Divieto di licenziamento per giustificato motivo oggettivo e stop ai licenziamenti collettivi

I provvedimenti del Governo per la tutela del lavoro e del reddito introdotti con il decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020

Divieto di licenziamento per giustificato motivo oggettivo e stop ai licenziamenti collettivi

19/03/2020 Le disposizioni dell’emergenza sanitaria dovuta al  covid-19, con l’ultimo Decreto-legge del 17 marzo 2020 n. 18   sono state estese a tutto il territorio nazionale. Questa nuova (per il momento) disciplina giuridica e amministrativa  si articola in una pluralità di disposizioni che investe i più diversi campi delle attività. In questa... [Leggi tutto]
 L’art. 41 della Costituzione tutela l’iniziativa economica

Nel licenziamento per giustificato motivo oggettivo non è sindacabile la scelta sulla gestione dell’impresa

L’art. 41 della Costituzione tutela l’iniziativa economica

22/12/2019 La Corte di appello di Roma, confermava la sentenza del Giudice del lavoro del Tribunale di Roma che, in accoglimento dell'opposizione proposta dall'"American Overseas School of Rome", aveva revocato l'ordinanza di accoglimento della domanda proposta da un quadro  avente come oggetto l'annullamento del licenziamento intimato dalla datrice di lavoro per giustificato motivo oggettivo.... [Leggi tutto]
Il licenziamento è illegittimo se si ha una posizione inferiore da potergli far occupare

Prima del licenziamento per motivi organizzativi, l’azienda deve offrire al lavoratore un posto inferiore per scongiurare il provvedimento

Il licenziamento è illegittimo se si ha una posizione inferiore da potergli far occupare

03/12/2019 L’azienda sopprime il posto di lavoro perché ha deciso di esternalizzare l’attività di vendita alla quale un lavoratore era addetto. Prima di intimare il licenziamento, però, l’azienda offre a quel lavoratore la possibilità di poterlo continuare ad utilizzare adibendolo a mansioni inferiori. Il lavoratore non accetta. Di fronte al rifiuto del... [Leggi tutto]
Il Tribunale fallimentare nega questo diritto; la Cassazione lo riconosce

Se la procedura fallimentare intima al lavoratore il licenziamento deve riconoscergli l’indennità sostitutiva del preavviso

Il Tribunale fallimentare nega questo diritto; la Cassazione lo riconosce

09/09/2019 Il Tribunale fallimentare respinge l’opposizione di un lavoratore che aveva chiesto l’ammissione allo stato passivo del fallimento vantando il diritto all’indennità sostitutiva del preavviso in conseguenze del licenziamento a lui intimato.Il lavoratore  contro il decreto del Tribunale che ha respinto la sua domanda, ha proposto ricorso per Cassazione sostenendo... [Leggi tutto]
L’esistenza di eventuali contratti di somministrazione temporanea è irrilevante

L’esternalizzazione di un servizio legittima il licenziamento per motivi organizzativi

L’esistenza di eventuali contratti di somministrazione temporanea è irrilevante

17/07/2019 La società datrice di lavoro ha intimato il licenziamento a un' impiegata perché ha modificato il suo assetto  operativo che prevede che le mansioni svolte dalla dipendente siano da una parte accorpate presso un altro ufficio del personale già in essere e dall'altra parte, con specifico riferimento alla gestione dei cedolini e delle buste paga dei lavoratori,... [Leggi tutto]
La corte d'appello riforma la sentenza e dichiara la natura ritorsiva del licenziamento con diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro

Il tribunale afferma la semplice illegittimità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo con la corresponsione della sola indennità risarcitoria

La corte d'appello riforma la sentenza e dichiara la natura ritorsiva del licenziamento con diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro

30/04/2019 Il tribunale di Roma , pronunciandosi sull'impugnazione del licenziamento per giustificato motivo oggettivo intimato dall'azienda, dichiarava illegittimo il recesso. Nel contempo, però, il tribunale dichiarava risolto il rapporto di lavoro alla data del licenziamento e condannava il datore di lavoro al solo pagamento di un'indennità risarcitoria pari al 22 mensilità... [Leggi tutto]
I motivi del licenziamento devono riferirsi all'organizzazione della società distaccante

Fine del distacco e licenziamento per giustificato motivo oggettivo

I motivi del licenziamento devono riferirsi all'organizzazione della società distaccante

04/03/2019 La Corte d’appello di Campobasso ha dichiarato legittimo il licenziamento intimato, per giustificato motivo oggettivo, a un dipendente della Proma SSA s.r.l. con mansioni di responsabile di produzione/fabbricazione. La Corte d'appello  ha ritenuto dimostrati la crisi aziendale concernente sia lo stabilimento della società Proma SSA s.r.l. - datrice di lavoro, sia di... [Leggi tutto]
La seconda volta si risolve un rapporto già morto

Un lavoratore può essere licenziato una seconda volta con diversa motivazione

La seconda volta si risolve un rapporto già morto

12/01/2019 Una banca licenzia un suo direttore di agenzia. Dopo il licenziamento gli intima un secondo licenziamento disciplinare perché, quale responsabile di agenzia, aveva dato il suo assenso alla cancellazione di un'ipoteca del debitore nonostante che il debito non fosse stato estinto; egli, inoltre, nonostante la posizione debitoria aveva concesso ulteriori mutui, fidi e agevolazioni... [Leggi tutto]
 Solo il risarcimento dei danni, senza la reintegrazione nel posto di lavoro

Nel licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo occorre rispettare i criteri soggettivi di scelta

Solo il risarcimento dei danni, senza la reintegrazione nel posto di lavoro

17/08/2018 La Corte di Appello di Milano, in riforma della pronuncia di primo grado, ha annullato il licenziamento per giustificato motivo oggettivo intimato a P.E.M.J. con lettera del 14.5.2014 dalla Corindus Service Srl, condannando quest’ultima a reintegrarla nel posto di lavoro ed al pagamento di una indennità risarcitoria pari a 12 mensilità della retribuzione globale di fatto,... [Leggi tutto]
Gli stessi fatti oggetto di diversa valutazione  dei due giudici

Il Tribunale di Milano gli dà torto. La Corte d'appello gli dà ragione

Gli stessi fatti oggetto di diversa valutazione dei due giudici

12/02/2018 Un dirigente è stato licenziato da un'azienda con la motivazione della soppressione delle sue funzioni di direttore commerciale. Il dirigente ha impugnato il licenziamento sostenendo che le funzioni di direttore commerciale all'interno di un'attività di impresa non possono essere soppresse ed ha promosso la causa in tribunale. Il datore di lavoro si è costituito... [Leggi tutto]
Lo dice il giudice Saioni del Tribunale di Milano

Se sono possibili mansioni equivalenti o inferiori, il licenziamento è illegittimo

Lo dice il giudice Saioni del Tribunale di Milano

15/11/2017 La lavoratrice, assunta alle dipendenze di una società che gestisce un  hotel, è stata adibita a svolgere mansioni di cameriera ai piani, occupandosi delle pulizie e del riassetto delle camere e delle parti comuni, del rifornimento delle scorte del bar ed in parte della pulizia dei bagni e del cambio della biancheria. Nel tempo si è occupata anche della preparazione... [Leggi tutto]
Lo dice il presidente della Corte di Appello di Milano

Si esternalizza l'attività? licenziamento giustificato

Lo dice il presidente della Corte di Appello di Milano

06/11/2017 Un'azienda ha intimato il licenziamento ad un suo dipendente con la seguente motivazione riportata nella lettera di  licenziamento. “ Come già precisato, la determinazione della società di procedere con il licenziamento è dipesa dal venir meno della mansione di Facility Service Manager in quanto la Società ha ritenuto necessario esternalizzare,... [Leggi tutto]
Lo dice il dott. Scarzella del tribunale di Milano

Le ragioni del licenziamento devono essere attuali

Lo dice il dott. Scarzella del tribunale di Milano

03/11/2017 Dichiarata la illegittimità del licenziamento perché adottato anzitempo. L'impresa comunica ad un suo dipendente il licenziamento per modificazione del processo produttivo e per l'eliminazione della "posizione di addetto al controllo qualità in produzione". L'obiettivo aziendale era quello di far sì che ogni operatore gestisse in toto la realizzazione del... [Leggi tutto]
Il controllo del giudice limitato all'effettività del motivo

La scelta dell'imprenditore in materia di licenziamento è insindacabile.

Il controllo del giudice limitato all'effettività del motivo

07/06/2017 Un'azienda, con alle dipendenze più di 15 addetti, ha intimato un licenziamento per giustificato motivo oggettivo costituito dalla soppressione del posto di lavoro. Il tribunale ha respinto la domanda del lavoratore diretta ad ottenere la reintegrazione poiché ha ritenuto legittimo il licenziamento. La medesima decisione è stata assunta dalla corte di appello... [Leggi tutto]
Nuova giurisprudenza della Suprema Corte

la Cassazione a fine dicembre 2016 afferma che il licenziamento può avere anche l'obiettivo di aumentare i profitti aziendali

Nuova giurisprudenza della Suprema Corte

31/12/2016 In questi giorni di fine dicembre 2016, sulla stampa nazionale, ha fatto notizia un verdetto della Corte di Cassazione che, in una sua pronuncia di fine anno, ha dichiarato legittimo licenziamento di un lavoratore anche se l'azienda non è in crisi ed ha adottato il provvedimento di licenziamento al fine di aumentare i suoi margini di profitto. La pronuncia della Corte di cassazione... [Leggi tutto]

Comunicazione della cessazione del rapporto di lavoro agli enti amministrativi

Entro 5 giorni dalla data risoluzione del rapporto di lavoro, il datore di lavoro è tenuto ad informare il Centro per l’impiego competente della cessazione del rapporto di lavoro (art. 21, comma 1, Legge n. 264/1949).

 La comunicazione di cessazione deve essere eseguita anche in presenza di un rapporto di lavoro a termine, allorché avvenga in data antecedente alla data di fine rapporto comunicata al momento della sua instaurazione, proroga o trasformazione. Va comunicata inoltre anche la risoluzione posticipata nel caso del contratto a tempo determinato che si prolunghi per prosecuzione di fatto.

 L’omessa comunicazione è punita con una sanzione amministrativa da € 100 a € 500, per ciascun lavoratore interessato (art. 19, comma 3, D.lgs.276/2003). 

Termini di decadenza per l'impugnazione del licenziamento

Il licenziamento deve essere impugnato a pena di decadenza entro sessanta giorni dalla ricezione della sua comunicazione in forma scritta, ovvero dalla comunicazione, anch' essa in forma scritta, dei motivi, ove non contestuale, con qualsiasi atto scritto, anche extragiudiziale, idoneo a rendere nota la volonta' del lavoratore anche attraverso l'intervento dell'organizzazione sindacale diretto ad impugnare il licenziamento stesso. L'impugnazione e' inefficace se non e' seguita, entro il successivo termine di centottanta giorni, dal deposito del ricorso nella cancelleria del tribunale in funzione di giudice del lavoro o dalla comunicazione alla controparte della richiesta di tentativo di conciliazione o arbitrato. Qualora la conciliazione o l'arbitrato richiesti siano rifiutati o non sia raggiunto l'accordo necessario al relativo espletamento, il ricorso al giudice deve essere depositato a pena di decadenza entro sessanta giorni dal rifiuto o dal mancato accordo. Legge 604/1966

Tentativo preventivo di conciliazione

Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, qualora disposto da un datore di lavoro che occupi più di 15 addetti, deve essere preceduto da una comunicazione effettuata dal datore di lavoro alla Direzione territoriale del lavoro del luogo dove il lavoratore presta la sua opera, e trasmessa per conoscenza al lavoratore. Nella comunicazione il datore di lavoro deve dichiarare l'intenzione di procedere al licenziamento per motivo oggettivo e indicare i motivi del licenziamento medesimo nonche' le eventuali misure di assistenza alla ricollocazione del lavoratore interessato. La Direzione territoriale del lavoro trasmette la convocazione al datore di lavoro e al lavoratore nel termine perentorio di sette giorni dalla ricezione della richiesta: l'incontro si svolge dinanzi alla commissione provinciale di conciliazione. La comunicazione contenente l'invito si considera validamente effettuata quando e' recapitata al domicilio del lavoratore indicato nel contratto di lavoro o ad altro domicilio formalmente comunicato dal lavoratore al datore di lavoro, ovvero e' consegnata al lavoratore che ne sottoscrive copia per ricevuta. Le parti possono essere assistite dalle organizzazioni di rappresentanza cui sono iscritte o conferiscono mandato oppure da un componente della rappresentanza sindacale dei lavoratori, ovvero da un avvocato o un consulente del lavoro. La procedura si conclude entro venti giorni dal momento in cui la Direzione territoriale del lavoro ha trasmesso la convocazione per l'incontro. La mancata presentazione di una o entrambe le parti al tentativo di conciliazione e' valutata dal giudice nel successivo ed eventuale contenzioso giudiziario. Legge 604/1966 art. 7.

Durante la prova si può licenziare anche verbalmente

Il licenziamento deve essere comunicato per iscritto e devono essere indicati i motivi. I lavoratori assunti in prova  possono essere licenziati anche oralmente. Ma è consigliabile usare anche per essi la forma scritta con la motivazione del mancato superamento della prova. Legge 604/1966