Licenziamento illegittimo ma senza reintegrazione

28/09/2025 Si assenta per 40 minuti, perde il posto di lavoro con 20 mensilità di retribuzione Il Tribunale di Milano, con la sentenza n. 3545/2025 (R.G. 5247/2025), in persona della dott.ssa Rossella Chirieleison, ha dichiarato illegittimo il licenziamento per giusta causa intimato a un addetto alle vendite di uno store in Piazzale Cadorna: il lavoratore era stato accusato di essersi assentato... [Leggi tutto]

Cassazione: Illegittimo il licenziamento basato su controlli retroattivi sui dipendenti

24/03/2025 La Corte Suprema di Cassazione, con l'ordinanza n. 807 del 13 gennaio 2025, ha respinto il ricorso presentato dall’azienda contro un ex dirigente, confermando la decisione della Corte d'Appello di Milano che aveva dichiarato illegittimo il licenziamento dello stesso. La decisione ribadisce un principio chiave in materia di controlli difensivi sui lavoratori, stabilendo che l'uso di dati... [Leggi tutto]

Illegittimo il licenziamento basato su controlli retroattivi sui dipendenti

09/02/2025 La Corte Suprema di Cassazione, con l'ordinanza n. 807 del 13 gennaio 2025, ha respinto il ricorso presentato dall’azienda) contro un ex dirigente, confermando la decisione della Corte d'Appello di Milano che aveva dichiarato illegittimo il licenziamento dello stesso. La decisione ribadisce un principio chiave in materia di controlli difensivi sui lavoratori, stabilendo che l'uso di dati... [Leggi tutto]

Maltrattava la moglie, l’ATM lo licenzia: la Cassazione conferma la giusta causa.

24/12/2024 Maltrattava la moglie, l’ATM lo licenzia: la Cassazione conferma la giusta causa. Il lavoratore in questione è stato condannato con sentenza definitiva alla pena di due anni e sei mesi di reclusione per avere commesso, nell’ambito della propria vita familiare, diversi episodi di violenza sessuale ai danni della moglie, maltrattamenti abituali (con umiliazioni e... [Leggi tutto]

Lavorava per la moglie mentre era in malattia: licenziato e sconfitto anche in Cassazione

26/09/2024 L'azienda licenzia il lavoratore per motivi disciplinari per aver prestato attività lavorativa per due giorni presso l'attività commerciale della moglie, durante il periodo di assenza per malattia di una settimana, attività accertata tramite agenzia investigativa. il Tribunale e la Corte d'Appello di Roma confermano la legittimità del licenziamento per giusta causa.... [Leggi tutto]

La pubblicazione di foto ad opera di terzi su Facebook con danno dell’azienda, non giustifica il licenziamento.

12/03/2024 Il dipendente di un ente pubblico economico pugliese fin dal 2011 addetto agli impianti di irrigazione, in occasione di un intervento di controllo su alcuni lavori precedentemente svolti, si è bagnato ed è stato autorizzato dal suo superiore ad allontanarsi mezzora dal posto di lavoro per cambiarsi gli indumenti, tenuto anche conto dell'interferenza sul luogo di lavoro con degli... [Leggi tutto]

Anche se consegue la pensione d’anzianità, gli spetta la reintegrazione nel posto di lavoro e la normale retribuzione

01/03/2024 Il datore di lavoro cedente un ramo di azienda è stato condannato a ripristinare il rapporto di lavoro in conseguenza della illegittimità ed inefficacia della cessione del ramo di azienda; nonostante la pronuncia della sentenza con gli obblighi conseguenti, non vi dà adempimento. Il lavoratore, che nel frattempo ha maturato la pensione, richiede ed ottiene dal Tribunale un... [Leggi tutto]

L'inettitudine assoluta e permanente giustifica la destituzione dell'insegnante di storia e filosofia

08/09/2023 Il Ministero dell'istruzione ha destituito una docente di ruolo di storia e filosofia per l'assoluta e permanente inettitudine alla docenza, per una pluralità di fatti acquisiti a seguito di una visita ispettiva che aveva raccolto le dichiarazioni di alunni e professori e raccolto una pluralità di documenti dai quali non si desumeva una semplice disorganizzazione e faciloneria... [Leggi tutto]
Licenziamento per giusta causa confermato: il silenzio del lavoratore ha lasciato l’azienda nell’incertezza per oltre due mesi.

Se sei in carcere devi dirlo: lavoratore licenziato, Cassazione conferma

Licenziamento per giusta causa confermato: il silenzio del lavoratore ha lasciato l’azienda nell’incertezza per oltre due mesi.

06/07/2023 Il lavoratore è risultato assente dal servizio dal 25/11/2020, poiché ristretto in carcere dal 24/11/2020 in esecuzione di una sentenza definitiva per reati non commessi nell'esercizio delle sue funzioni. È stato posto in isolamento per quattordici giorni per il contenimento della diffusione del contagio da Covid-19, senza avere la possibilità di avere contatti con... [Leggi tutto]

Violenza sessuale contro una minorenne, anche se al di fuori del luogo di lavoro e dopo 13 anni, giustifica il licenziamento per giusta causa.

15/06/2023 L'azienda, appena ne ha avuto conoscenza, ha contestato al dipendente, con mansioni di postino e con contatti con il pubblico, di aver avuto ,13 anni prima, una condanna penale per violenza sessuale nei confronti di una minorenne mentre si trovavano in una discoteca. Nell'occasione, "in modo insidioso e repentino, nonché usando violenza, consistita nell'afferrare per un braccio... [Leggi tutto]

Rifiuta di istruirsi per lo svolgimento delle mansioni, licenziamento legittimo.

04/06/2023 Il lavoratore si è rifiutato di approfondire lo studio dei sistemi operativi informatici dell’azienda, come richiestogli dal suo diretto superiore gerarchico, sebbene non impegnato in altre commesse; l’azienda ha inoltre accertato che la formazione sollecitata non avrebbe comportato spese a carico del dipendente, né la necessità di usufruire di permessi o di... [Leggi tutto]

Fa la cresta sulle spese del carburante, licenziamento legittimo e tempestivo

15/04/2023 La società licenzia la lavoratrice per averle addebitato delle spese di carburante per l'uso dell'auto aziendale non riferibili allo svolgimento dell'attività lavorativa. Il Tribunale (in fase sommaria e di opposizione) ha dichiarato l'illegittimità del licenziamento per tardività della contestazione disciplinare sul rilievo che la società datoriale, pur... [Leggi tutto]

Nemmeno la confessione costituisce prova se il fatto è frutto di un controllo illecito sull’account della posta elettronica del dipendente

01/03/2023 Il 12 gennaio 2021 l'azienda ha intimato il licenziamento per giusta causa ad una lavoratrice accusata di aver inoltrato all'esterno dell'azienda il piano marketing biennale, ritenuto informazione aziendale riservata, e di aver utilizzato per uso personale un programma aziendale che era stato fornito per l'esecuzione delle mansioni. Queste violazioni sono state accertate dall'azienda a seguito... [Leggi tutto]

I malavitosi vanno via senza pagare: cassiera licenziata

13/02/2023 Tre clienti si presentano in un supermercato e riempiono i loro carrelli di prodotti; arrivati alla cassa, oltrepassano la barriera lasciando i prodotti nei carrelli ed indicando a voce alla cassiera i prodotti che doveva considerare nel calcolare l'importo dovuto. Le loro indicazioni, anche visivamente, erano omissive perché segnalavano a voce un numero inferiore di prodotti... [Leggi tutto]
il licenziamento non è tardivo

Infermiere, molesta sessualmente la paziente, licenziato dopo la condanna penale

il licenziamento non è tardivo

12/09/2022 Il fatto Un infermiere di un importante ospedale milanese è stato licenziato nel mese di ottobre 2020, all'esito di una procedura di contestazione di addebito con sospensione cautelare dal servizio. Il fatto disciplinare di rilevanza penale si è verificato nel 2014. Quell'anno l'infermiere, durante il proprio turno di lavoro, ha perpetrato reiterate condotte lesive a danno di... [Leggi tutto]
È DIRIMENTE LA PREVISIONE DEL CONTRATTO COLLETTIVO

LA SEMPLICE SCORTESIA COL CLIENTE NON GIUSTIFICA IL LICENZIAMENTO

È DIRIMENTE LA PREVISIONE DEL CONTRATTO COLLETTIVO

11/07/2022 La GS spa intimava ad  un suo  dipendente, addetto alle operazioni ausiliarie alla vendita, il licenziamento per giusta causa per essersi rifiutato, con modi scortesi, di aiutare un cliente a prendere una cesta di acqua situata su uno scaffale in alto; cliente che, in seguito, si era lamentato dapprima con l’assistente alle casse e servizi e, poi, con il responsabile della... [Leggi tutto]
 I giudici la reintegrano perché il contratto collettivo per quella violazione non grave prevede solo la sanzione conservativa

Manda a quel paese il cliente, licenziata!

I giudici la reintegrano perché il contratto collettivo per quella violazione non grave prevede solo la sanzione conservativa

05/05/2022 Il fatto. La lavoratrice si è rivolta in modo scortese, con espressione volgare, a un cliente che la richiedeva di un adempimento proprio del centro servizi cui ella era addetta e che, irritato dall'insolenza, non aveva completato un acquisto di modesto valore economico. Il datore di lavoro le ha contestato il fatto; all'esito della procedura di contestazione di addebito, le ha... [Leggi tutto]
licenziamento illegittimo con diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro

Chiede di assentarsi dal lavoro per assistere la madre disabile ma per un disguido non vi riesce

licenziamento illegittimo con diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro

29/04/2022 Il datore di lavoro ha contestato ad una lavoratrice di essere andata in villeggiatura in un giorno di permesso ex lege n. 104 del 1992, concesso per assistere la madre disabile, che invece si trovava in altro luogo, violando "i principi di correttezza e buona fede nonché gli specifici obblighi contrattuali di diligenza e fedeltà" e cagionando altresì con l'"assenza dal... [Leggi tutto]
È sufficiente chiedere la sola illegittimità del licenziamento e il risarcimento dei danni,

La reintegrazione nel posto di lavoro consegue alla dichiarazione di illegittimità del licenziamento anche se il lavoratore non l’ha richiesto in modo esplicito

È sufficiente chiedere la sola illegittimità del licenziamento e il risarcimento dei danni,

18/03/2022 Il nostro processo civile, ivi compreso quello del lavoro, ha due principi fondamentali che ne costituiscono l'architrave: il giudice non può procedere d'ufficio e non può andare al di là delle domande e delle eccezioni formulate dalle parti. La recentissima sentenza della Corte Suprema di cassazione, che commentiamo, e sottoponiamo all'attenzione dei nostri lettori,... [Leggi tutto]
Il contratto collettivo può solo fornire semplici criteri di valutazione

Licenziamento per giusta causa: il giudice non è vincolato dalle previsioni del contratto collettivo

Il contratto collettivo può solo fornire semplici criteri di valutazione

19/11/2021 Nel 2015 una cooperativa irrogava alla dipendente, operaria di II livello del CCNL imprese di pulizia e servizi integrativi/multiservizi e con mansioni di portiera, la sanzione del licenziamento con preavviso "ai sensi e per gli effetti dell'art. 48 lett. A comma d) del CCNL di categoria" perché era stata sorpresa dal suo referente di cantiere mentre dormiva all'interno della sua... [Leggi tutto]

Comunicazione della cessazione del rapporto di lavoro agli enti amministrativi

Entro 5 giorni dalla data risoluzione del rapporto di lavoro, il datore di lavoro è tenuto ad informare il Centro per l’impiego competente della cessazione del rapporto di lavoro (art. 21, comma 1, Legge n. 264/1949).

 La comunicazione di cessazione deve essere eseguita anche in presenza di un rapporto di lavoro a termine, allorché avvenga in data antecedente alla data di fine rapporto comunicata al momento della sua instaurazione, proroga o trasformazione. Va comunicata inoltre anche la risoluzione posticipata nel caso del contratto a tempo determinato che si prolunghi per prosecuzione di fatto.

 L’omessa comunicazione è punita con una sanzione amministrativa da € 100 a € 500, per ciascun lavoratore interessato (art. 19, comma 3, D.lgs.276/2003). 

ARTICOLO 2119 codice civile. Recesso per giusta causa. Il datore di lavoro o il lavoratore  possono recedere dal contratto prima della scadenza del termine, se il contratto è a tempo determinato, o senza preavviso, se il contratto è a tempo indeterminato, qualora si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto. Se il contratto è a tempo indeterminato, al prestatore di lavoro che recede per giusta causa compete l'indennità sostituiva del preavviso.

ART. 18 dello statuto dei lavoratori. Tutela del lavoratore in caso di licenziamento disciplinare illegittimo. Il giudice, nelle ipotesi in cui accerta che non ricorrono gli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa addotti dal datore di lavoro, per insussistenza del fatto contestato ovvero perche' il fatto rientra tra le condotte punibili con una sanzione conservativa sulla base delle previsioni dei contratti collettivi ovvero dei codici disciplinari applicabili, annulla il licenziamento e condanna il datore di lavoro alla reintegrazione nel posto di lavoro e al pagamento di un'indennita' risarcitoria commisurata all'ultima retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento sino a quello dell'effettiva reintegrazione, Il datore di lavoro e' condannato, altresi', al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dal giorno del licenziamento fino a quello della effettiva reintegrazione.

ARTICOLO 2118 codice civile. Recesso dal contratto a tempo indeterminato. Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato, dando il preavviso nel termine e nei modi stabiliti, dagli usi o secondo equità.

In mancanza di preavviso, il recedente è tenuto verso l'altra parte a un'indennità equivalente all'importo della retribuzione che sarebbe spettata per il periodo di preavviso.

 

Art. 18 dello statuto dei lavoratori : licenziamento illegittimo ma con il solo diritto ad una indennità risarcitoria, senza reintegrazione nel posto di lavoro. Il giudice, nelle altre  ipotesi (il fatto sussiste ed è stato commesso dal lavoratore) ma in cui accerta che non ricorrono comunque gli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa addotti dal datore di lavoro, dichiara risolto il rapporto di lavoro con effetto dalla data del licenziamento e condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennita' risarcitoria onnicomprensiva determinata tra un minimo di dodici e un massimo di ventiquattro mensilita' dell'ultima retribuzione globale di fatto, in relazione all'anzianita' del lavoratore e tenuto conto del numero dei dipendenti occupati, delle dimensioni dell'attivita' economica, del comportamento e delle condizioni delle parti, con onere di specifica motivazione a tale riguardo.