L'attuale risarcimento da 3 a 6 mensilità della retribuzione non è adeguato

La Corte costituzionale chiede al Parlamento più tutele per il lavoratore della piccola impresa ingiustamente licenziato

L'attuale risarcimento da 3 a 6 mensilità della retribuzione non è adeguato

18/10/2022 Il lavoratore alle dipendenze dell'azienda che occupa fino a 16 dipendenti gode della semplice stabilità obbligatoria del posto di lavoro. Se licenziato illegittimamente ha diritto, con li Jobs act del 2015, al solo risarcimento dei danni che va da un minimo di 3 ad un massimo di 6 mensilità. Per le aziende che occupano più di 15 dipendenti, invece, l'obbligo risarcitorio... [Leggi tutto]
LA CORTE DI APPELLO DI MILANO PER LA MANIFESTA INSUSSISTENZA DEL FATTO DISPONE LA REINTEGRAZIONE NEL POSTO DI LAVORO

LICENZIAMENTO ILLEGITTIMO: RISARCIMENTO DEI DANNI NELLA MISURA DI 24 MENSILITÀ

LA CORTE DI APPELLO DI MILANO PER LA MANIFESTA INSUSSISTENZA DEL FATTO DISPONE LA REINTEGRAZIONE NEL POSTO DI LAVORO

03/12/2020 La Corte di Appello di Milano per la manifesta insussistenza del fatto dispone la reintegrazione nel posto di lavoro La Ikea srl ha licenziato un'impiegata addetta alle vendite adducendo come motivo la riorganizzazione del reparto vendita, con conseguente soppressione del posto di lavoro e l'attribuzione delle mansioni ad altro dipendente, per effetto di una riorganizzazione avviata... [Leggi tutto]
A NULLA RILEVA CHE IL DATORE DI LAVORO ABBIA RICEVUTO QUESTA LETTERA OLTRE I 60 GIORNI.

LA LETTERA DI IMPUGNAZIONE DEL LICENZIAMENTO DEVE ESSERE CONSEGNATA ALL’UFFICIO POSTALE ENTRO 60 GIORNI

A NULLA RILEVA CHE IL DATORE DI LAVORO ABBIA RICEVUTO QUESTA LETTERA OLTRE I 60 GIORNI.

07/11/2020   Il Tribunale di Milano ha deciso una controversia che aveva come oggetto l’impugnazione di un licenziamento per giustificato motivo oggettivo da parte di un socio lavoratore di cooperativa. Questo socio lavoratore con rapporto di lavoro subordinato invocava la tutela di cui all’art. 18, comma 5, st. lav., oppure quella ex art. 18, comma 6. Con lo stesso ricorso il socio... [Leggi tutto]
A NULLA RILEVA CHE IL DATORE DI LAVORO ABBIA RICEVUTO QUESTA LETTERA DOPO LA SCADENZA DEI 60 GIORNI

LA LETTERA DI IMPUGNAZIONE DEL LICENZIAMENTO DEVE ESSERE CONSEGNATA ALL’UFFICIO POSTALE ENTRO 60 GIORNI

A NULLA RILEVA CHE IL DATORE DI LAVORO ABBIA RICEVUTO QUESTA LETTERA DOPO LA SCADENZA DEI 60 GIORNI

29/06/2020     Il tribunale di Milano ha deciso una controversia che aveva come oggetto l’impugnazione di un licenziamento per giustificato motivo oggettivo da parte di un socio lavoratore di cooperativa. Questo socio lavoratore con rapporto di lavoro subordinato invocava la tutela di cui all’art. 18, comma 5, st. lav., oppure quella ex art. 18, comma 6. Con lo stesso ricorso... [Leggi tutto]
Il datore di lavoro deve averne conoscenza entro 60 giorni dalla intimazione

L'impugnazione del licenziamento é atto personale del lavoratore

Il datore di lavoro deve averne conoscenza entro 60 giorni dalla intimazione

31/12/2019 La corte di cassazione ribadisce che l'impugnazione del licenziamento é un atto personale del lavoratore. Se il licenziamento é impugnato dall'avvocato del lavoratore, il datore di lavoro deve avere conoscenza e copia di questo mandato entro il termine dei 60 giorni utili per l'impugnazione. Il principio é stato così ribadito dalla Corte di Cassazione.... [Leggi tutto]
Sentenza Cassazione, sez. Lavoro, n. 522/18; depositata l’11 gennaio

Dalla data del fallimento fino alla data del licenziamento, se non vi è prestazione lavorativa, non si ha diritto a nulla

Sentenza Cassazione, sez. Lavoro, n. 522/18; depositata l’11 gennaio

14/01/2018 Una società è stata dichiarata fallita. Un lavoratore ha chiesto di essere ammesso al passivo del fallimento in via privilegiata sostenendo di aver diritto al pagamento delle retribuzioni arretrate fino alla data del fallimento e al pagamento delle retribuzioni dalla data di dichiarazione del fallimento fino alla data del suo licenziamento e dalla data del licenziamento alla... [Leggi tutto]

L'impugnazione del licenziamento é atto personale del lavoratore.

28/04/2014   La corte di cassazione ribadisce che l'impugnazione del licenziamento é un atto personale del lavoratore. Se il licenziamento é impugnato dall'avvocato del lavoratore, il datore di lavoro deve avere conoscenza e copia di questo mandato entro il termine dei 60 giorni utili per l'impugnazione. Il principio é stato così ribadito dalla Corte di Cassazione.... [Leggi tutto]

Impugnazione del licenziamento

Il licenziamento deve essere impugnato a pena di decadenza entro sessanta giorni dalla ricezione della sua comunicazione in forma scritta, con qualsiasi atto scritto, anche extragiudiziale, idoneo a rendere nota la volonta' del lavoratore .L'impugnazione e' inefficace se non e' seguita, entro il successivo termine di centottanta giorni, dal deposito del ricorso nella cancelleria del tribunale in funzione di giudice del lavoro o dalla comunicazione alla controparte della richiesta di tentativo di conciliazione o arbitrato. Qualora la conciliazione o l'arbitrato richiesti siano rifiutati o non sia raggiunto l'accordo necessario al relativo espletamento, il ricorso al giudice deve essere depositato a pena di decadenza entro sessanta giorni dal rifiuto o dal mancato accordo. Art. 6. Legge 604/1966