Elementi taggati con sanzione

legittimo l’esercizio del potere disciplinare

25/11/2022 - Un’organizzazione sindacale di rilievo nazionale ha agito in Tribunale per far dichiarare il carattere antisindacale del comportamento datoriale che si era concretizzato nell'aver avviato, nei confronti del suo segretario provinciale, un procedimento disciplinare concluso con l'irrogazione di una sanzione, per dei fatti che si erano... [Leggi tutto]

Licenziamento legittimo perché rispettoso delle previsioni del contratto collettivo

03/09/2019 - La società Poste Italiane intima a un lavoratore il licenziamento per giusta causa per essersi il dipendente intrattenuto in due occasioni, assieme ad altri, ben oltre l’orario di pranzo previsto, lasciando al contempo incustodita la posta assegnatagli ed il mezzo in dotazione. Il tutto senza aver completato il suo lavoro per non... [Leggi tutto]

Le ore di lezione devono essere dedicate interamente all’insegnamento

03/07/2019 - Il dirigente scolastico contetsa a un’insegnante di aver risposto al proprio cellulare nella classe durante un' interrogazione, dialogando con il suo interlocutore, utilizzando anche un linguaggio non consono alla sua funzione di docente.  L’insegnante si è difesa assumendo che si era trattato della telefonata  del... [Leggi tutto]

Quel datore di lavoro deve subire entrambe le sanzioni

08/10/2018 - Un datore di lavoro fa lavorare due cittadini stranieri senza regolarizzazione previdenziale. Uno dei due cittadini stranieri è munito di permesso di soggiorno mentre l’altro ne è sprovvisto. La direzione provinciale del lavoro emette una ordinanza ingiunzione di pagamento applicando la sanzione amministrativa per aver... [Leggi tutto]

20/10/2016 - Il governo in questi mesi è intervenuto in modo significativo sulla disciplina del lavoro accessorio prevedendo una maggiore tracciabilità dei voucher ed una specifica disciplina sanzionatoria. L'utilizzatore dei voucher ldeve comunicare, almeno 60 minuti prima dell'inizio dell'attività lavorativa, con messaggini telefonici... [Leggi tutto]

non deve essere strumento di persecuzione

22/01/2014 - Il datore di lavoro deve esercitare il suo potere disciplinare previsto dall'articolo 7 dello statuto dei lavoratori con criteri di giustizia e fondatezza.  Nel caso in cui vi sia un cattivo esercizio di quel potere con il sorgere di uno stato di morbilità a danno del lavoratore, l'azienda successivamente non potrà... [Leggi tutto]

Il furto della salma di San Marco, . Tintoretto 1562

22/01/2014 - La recente sentenza n. 17739 dell’agosto del 2011, in cui la Cassazione ha dichiarato illegittimo il licenziamento del cassiere colpevole di avere sottratto “soltanto” una piccola somma di denaro non può non destare perplessità. I fatti sono lineari: il cassiere di un grande magazzino, dopo quattordici anni di... [Leggi tutto]

20/01/2014 - Si riporta di seguito la massima della corte di cassazione. “Infondato è anche l'ulteriore motivo con cui la ricorrente denuncia nullità del licenziamento per difetto di comunicazione ed affissione del codice disciplinare ossia violazione dell'art. 7 l. n. 300/70 e dell'art. 2119 c.c. nonché omessa ed insufficiente... [Leggi tutto]

17/01/2014 - Molto spesso nella vita pubblica avviene che il legislatore emani una nuova normativa che non prevede più come illecito amministrativo un fatto che precedentemente lo era oppure che punisca in modo meno severo il precedente fatto. Applicando la logica E il buon senso si sarebbe portati a concludere che la norma più favorevole... [Leggi tutto]

10/01/2014 - La Corte di cassazione ha confermato il suo precedente indirizzo giurisprudenziale secondo il quale “ ove l'illieità del comportamento del lavoratore abbia una rilevanza di carattere penale, non occorre una specifica previsione della relativa sanzione nell'ambito del codice disciplinare (cfr., originariamente, Cass. n. 10591/1991,... [Leggi tutto]

Patto di non concorrenza: limiti incerti e compenso inadeguato lo rendono nullo

09/05/2026 Con la sentenza n. 300/2026, R.G. 691/2025, Corte d’Appello di Milano – Sezione Lavoro (Pres. Ravazzoni, rel. Dossi), pubblicata il 24 marzo 2026, la Corte milanese interviene in modo netto sul patto di non concorrenza, dichiarandone la nullità integrale per violazione dei requisiti dell’art. 2125 c.c. Il punto decisivo riguarda la indeterminatezza del limite... [Leggi tutto]

La funzione dell’avvocato

10/01/2016   “Le leggi scrissi ugualmente per il plebeo e per il nobile, usando equamente per ciascuno retta giustizia.” — Solone, citato da Aristotele. La funzione dell’avvocato non può essere ridotta a una logica mercantile. Difendere significa assumere una responsabilità: garantire l’effettività dei diritti, nel rispetto delle... [Leggi tutto]

Il risarcimento del danno per la perdita del prossimo congiunto

08/10/2022 La perdita del prossimo congiunto per fatto e colpa d’altri cagiona pregiudizi di tipo esistenziale, i quali sono risarcibili perché conseguenti alla lesione di un diritto inviolabile della persona: nel caso dello sconvolgimento della vita familiare provocato dalla perdita di congiunto, il pregiudizio di tipo esistenziale è risarcibile appunto perché consegue alla... [Leggi tutto]

Socrate: nel cuore del processo, tra parola, verità e giustizia

06/03/2021 Nei tribunali si discute. A lungo, a volte all’infinito. Si ascoltano tesi opposte, si sollevano eccezioni, si contestano fatti, intenzioni, circostanze. A chi guarda da fuori, tutto questo può apparire cavilloso, ripetitivo, perfino inutile. Ma Socrate — nel suo celebre dialogo con Eutifrone — ci invita a guardare più a fondo. “Non è sul... [Leggi tutto]

GLI OBBLIGHI DI MANTENIMENTO NELLA SEPARAZIONE SONO DIVERSI DA QUELLI A SEGUITO DI DIVORZIO

05/03/2019 La corte di appello pone a carico del marito l'obbligo di corrispondere alla moglie un assegno mensile di mantenimento pari a € 2000. La decisione poggiava sul fatto che la moglie non lavorava per potersi dedicare alla famiglia, il marito era un professionista affermato ed era proprietario di numerosi immobili mentre la moglie non aveva fonti di reddito diverse dall'assegno percepito dal... [Leggi tutto]

Il patto di non concorrenza nel rapporto di lavoro subordinato: natura, funzione e limiti di validità

02/01/2022 Il patto di non concorrenza è un contratto a titolo oneroso e a prestazioni corrispettive: – il datore di lavoro si obbliga a corrispondere al lavoratore una somma di denaro (o altra utilità); – il lavoratore si impegna, per un periodo successivo alla cessazione del rapporto, a non svolgere attività in... [Leggi tutto]
 Diritto del lavoro — In questo sito trattiamo in modo sistematico gli istituti del diritto del lavoro (fonti, presupposti, effetti) e pubblichiamo una selezione ragionata di giurisprudenza realmente operativa. Il tutto con particolare attenzione sulla Lombardia: decisioni di Corti d’Appello e Tribunali del territorio, baricentro del diritto vivente per volume di cause e specializzazione dei magistrati. Le controversie si definiscono soprattutto nei giudizi di merito; la Cassazione interviene su motivi di legittimità assai circoscritti. Offriamo sintesi tecniche, massime giurisprudenziali  utili e rimandi ai testi integrali.

Numeri chiari, giustizia più rapida

I giudici del lavoro, nei tribunali e nelle corti d’appello, non amano confrontarsi con i numeri. Quando una causa richiede conteggi, la prassi è quasi sempre la stessa: nominare un consulente tecnico d’ufficio e adeguarsi alle sue conclusioni. Ma questo significa allungare i tempi e appesantire il procedimento con costi ulteriori.
Proprio perché questa è la realtà, il giuslavorista ha un dovere in più: presentare la parte economica del ricorso in modo chiaro, lineare e subito comprensibile. Se le pretese o le contestazioni sono esposte con semplicità e precisione, la consulenza tecnica può diventare inutile.
È un compito che non si può ignorare. Difendere un lavoratore o un’azienda significa anche saper trasformare principi giuridici in cifre leggibili, senza zone d’ombra. Il giuslavorista si misura qui: nello sforzo costante di rendere trasparenti i numeri della causa, perché solo numeri chiari possono portare a decisioni corrette con il diritto e le previsioni del CCNL.

La rapidità come obbligo dello studio 

Nel diritto del lavoro la celerità è imprescindibile. La legge prevede che, dopo l’impugnazione di un licenziamento o di un trasferimento, il ricorso debba essere depositato entro 180 giorni: decorso tale termine, il diritto si perde. È una scansione temporale rigida, che impone al lavoratore di non lasciare che il tempo eroda la propria tutela.
 
 

La celerità come esigenza concreta

L’urgenza non riguarda solo i provvedimenti cautelari, ma anche le controversie in materia di differenze retributive e risarcimenti. In un contesto caratterizzato da appalti ed esternalizzazioni, accade frequentemente che le imprese appaltatrici cessino l’attività o si cancellino dal registro delle imprese subito dopo aver concluso l’affare, lasciando i lavoratori privi di un interlocutore effettivo. In questi casi, la tempestività dell’azione è decisiva. Solo intervenendo rapidamente è possibile preservare l’effettività della tutela giurisdizionale ed evitare che la decisione giudiziale si trasformi, come le gride manzoniane, in un enunciato privo di reale efficacia.

  La nostra forza: istituti retributivi  e numeri, un sapere unitario

 Leggere e interpretare le previsioni economiche di un contratto collettivo non è mai semplice. Non basta scorrere le tabelle: occorre   tradurre principi giuridici astratti nei calcoli che incidono sui diversi istituti retributivi. È un passaggio complesso, che richiede   conoscenza tecnica e visione giuridica.
 La difficoltà sta proprio qui: coniugare l’astrattezza del concetto con la concretezza del numero. È un’operazione che non può essere   spezzata, né divisa tra più mani. Se la si frammenta, si rischia di perdere la piena comprensione del sistema.
La nostra forza nasce da questa consapevolezza: costruiamo in modo unitario istituti giuridici e proiezioni economiche, senza scollature tra teoria e pratica. Diritto del lavoro e numeri camminano insieme, in un’unica lettura. Ed è proprio questa integrazione che rende il nostro lavoro affidabile, solido e capace di dare risposte certe a lavoratori e imprese.