05/02/2014
La corte di cassazione ha confermato la sentenza della corte di appello addebitando la separazione al marito perché è stata data prova dell'esistenza di un nesso di causalità tra la infedeltà del marito ed il naufragio del rapporto matrimoniale. La famiglia ha avuto una vita serena ed agiata sino all'inizio della relazione extraconiugale del marito, ed, in particolare, sino alla decisione dello stesso di partire per un lungo viaggio con la nuova compagna proprio mentre la moglie, sposata con lui da tanti anni, si sottoponeva ad una delicata terapia antitumorale.
Questo comportamento, è stato ritenuto gravemente lesivo dei doveri matrimoniali, inducendo la corte di appello a confermare la decisione del primo giudice di addebitare la separazione coniugale al marito, nella convinzione dell'effetto dirompente che esso ha prodotto su di un collaudato equilibrio di coppia.
Cassazione civile sez. Numero:1893 dep. il 29/01/2014 )
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Proprio perché questa è la realtà, il giuslavorista ha un dovere in più: presentare la parte economica del ricorso in modo chiaro, lineare e subito comprensibile. Se le pretese o le contestazioni sono esposte con semplicità e precisione, la consulenza tecnica può diventare inutile.
La celerità come esigenza concreta
L’urgenza non riguarda solo i provvedimenti cautelari, ma anche le controversie in materia di differenze retributive e risarcimenti. In un contesto caratterizzato da appalti ed esternalizzazioni, accade frequentemente che le imprese appaltatrici cessino l’attività o si cancellino dal registro delle imprese subito dopo aver concluso l’affare, lasciando i lavoratori privi di un interlocutore effettivo. In questi casi, la tempestività dell’azione è decisiva. Solo intervenendo rapidamente è possibile preservare l’effettività della tutela giurisdizionale ed evitare che la decisione giudiziale si trasformi, come le gride manzoniane, in un enunciato privo di reale efficacia.

