22/01/2014
Il tribunale di Vercelli con sentenza del mese di giugno 2011, in materia di contratto a progetto, ha dichiarato che "il progetto non può coincidere con la mera attribuzione di mansioni rientrante nella normale attività di impresa, posto che, già sul piano logico, non è concepibile che tali mansioni siano destinate a cessare per compimento o completamento. Anzi, laddove il rapporto si realizza mediante svolgimento personale e continuativo delle ordinarie mansioni oggetto dell'attività dell'impresa, per la diretta realizzazione degli scopi imprenditoriali, l'assimilabilità del collaboratore al lavoratore subordinato si deve considerare particolarmente marcata".
La sentenza del tribunale di Vercelli non è condivisibile: il contratto a progetto ben può avere ad oggetto anche mansioni riconducibili alla normale attività dell'impresa; la norma non lo vieta e le singole attività del contratto a progetto possono inserirsi nell'oggetto generale e configurarsi come attività di completamento. Non si tratta con il contratto a progetto di realizzare il generale oggetto dell'impresa ma di realizzare singole attività rientranti nell'oggetto dell'impresa. Se così non fosse il contratto a progetto avrebbe un ruolo marginale ed irrisorio. Sarebbe una figura difficilmente configurabile, ad essa si potrebbe validamente ricorrere solo in rari casi.
Milano 20 giugno 2011.
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La celerità come esigenza concreta
L’urgenza non riguarda solo i provvedimenti cautelari, ma anche le controversie in materia di differenze retributive e risarcimenti. In un contesto caratterizzato da appalti ed esternalizzazioni, accade frequentemente che le imprese appaltatrici cessino l’attività o si cancellino dal registro delle imprese subito dopo aver concluso l’affare, lasciando i lavoratori privi di un interlocutore effettivo. In questi casi, la tempestività dell’azione è decisiva. Solo intervenendo rapidamente è possibile preservare l’effettività della tutela giurisdizionale ed evitare che la decisione giudiziale si trasformi, come le gride manzoniane, in un enunciato privo di reale efficacia.

