04/05/2014
La Corte di Cassazione in materia di assegno di mantenimento a favore del coniuge ha ribadito il seguente principio La corte di appello ha applicato (e non violato) il principio, costantemente ribadito da questa Corte (v., tra le tante, n. 20582/2010, n. 24496/2006), secondo cui la nozione di adeguatezza dei mezzi del coniuge richiedente l'assegno postula un esame comparativo della situazione reddituale e patrimoniale attuale del richiedente con quella della famiglia all'epoca della cessazione della convivenza, indagine questa da compiersi con rigoroso riferimento alle concrete possibilità lavorative del soggetto, onde verificare se il coniuge possieda effettivamente, o sia concretamente in grado di procurarsi, redditi adeguati nel significato sopra specificato.
Con riguardo alla quantificazione dell'assegno mensile, la decisione della corte di appello di aumentarlo (da e 2700,00 a € 4000,00) non è connessa in modo automatico ai consistenti lasciti ereditari (uno in prossimità della sentenza di cessazione degli effetti civili del matrimonio) di cui il sig. B. ha beneficiato, ma è il risultato di una complessiva riconsiderazione del parametro valutativo del tenore di vita goduto dai coniugi in costanza di matrimonio, che è stato ritenuto "molto agiato" (di tipo "alto borghese"), come dimostrato dalle particolari capacità economiche del sig. B., risultanti anche dal suo notevole patrimonio immobiliare ("di entità non comune" e non facilmente accertabile) e da ingenti liquidità. La decisione di rideterminare l'assegno in aumento è, in definitiva, il risultato di accertamenti di fatto di cui la corte ha dato conto con motivazione adeguata e, quindi, incensurabile in questa sede.â�¨”
Corte di Cassazione sez. I Civile, sentenza 26 febbraio – 31 marzo 2014, n. 7485
Diritto del lavoro — In questo sito trattiamo in modo sistematico gli istituti del diritto del lavoro (fonti, presupposti, effetti) e pubblichiamo una selezione ragionata di giurisprudenza realmente operativa. Il tutto con particolare attenzione sulla Lombardia: decisioni di Corti d’Appello e Tribunali del territorio, baricentro del diritto vivente per volume di cause e specializzazione dei magistrati. Le controversie si definiscono soprattutto nei giudizi di merito; la Cassazione interviene su motivi di legittimità assai circoscritti. Offriamo sintesi tecniche, massime giurisprudenziali utili e rimandi ai testi integrali.Numeri chiari, giustizia più rapida
Proprio perché questa è la realtà, il giuslavorista ha un dovere in più: presentare la parte economica del ricorso in modo chiaro, lineare e subito comprensibile. Se le pretese o le contestazioni sono esposte con semplicità e precisione, la consulenza tecnica può diventare inutile.
La celerità come esigenza concreta
L’urgenza non riguarda solo i provvedimenti cautelari, ma anche le controversie in materia di differenze retributive e risarcimenti. In un contesto caratterizzato da appalti ed esternalizzazioni, accade frequentemente che le imprese appaltatrici cessino l’attività o si cancellino dal registro delle imprese subito dopo aver concluso l’affare, lasciando i lavoratori privi di un interlocutore effettivo. In questi casi, la tempestività dell’azione è decisiva. Solo intervenendo rapidamente è possibile preservare l’effettività della tutela giurisdizionale ed evitare che la decisione giudiziale si trasformi, come le gride manzoniane, in un enunciato privo di reale efficacia.

