07/01/2014
La corte di cassazione ha affermato che " non esiste alcuna norma, né tanto meno alcun favorevole orientamento giurisprudenziale, che preveda, ai fini della determinazione dell'importo dell'assegno divorzile, quale ulteriore parametro di riferimento quello del rapporto tra i patrimoni delle famiglie di appartenenza degli ex coniugi; in particolare è da rilevare che l'art. 5, comma 6, della l. 898/1970 prevede esplicitamente che l'assegno in questione debba essere disposto, tra gli altri criteri, "tenuto conto delle condizioni dei coniugi e del reddito di entrambi". Cassazione, Sez. I^ civile, Sentenza 11.10.2006, n° 21805.
Milano 04/12/2006
Diritto del lavoro — In questo sito trattiamo in modo sistematico gli istituti del diritto del lavoro (fonti, presupposti, effetti) e pubblichiamo una selezione ragionata di giurisprudenza realmente operativa. Il tutto con particolare attenzione sulla Lombardia: decisioni di Corti d’Appello e Tribunali del territorio, baricentro del diritto vivente per volume di cause e specializzazione dei magistrati. Le controversie si definiscono soprattutto nei giudizi di merito; la Cassazione interviene su motivi di legittimità assai circoscritti. Offriamo sintesi tecniche, massime giurisprudenziali utili e rimandi ai testi integrali.Numeri chiari, giustizia più rapida
Proprio perché questa è la realtà, il giuslavorista ha un dovere in più: presentare la parte economica del ricorso in modo chiaro, lineare e subito comprensibile. Se le pretese o le contestazioni sono esposte con semplicità e precisione, la consulenza tecnica può diventare inutile.
La celerità come esigenza concreta
L’urgenza non riguarda solo i provvedimenti cautelari, ma anche le controversie in materia di differenze retributive e risarcimenti. In un contesto caratterizzato da appalti ed esternalizzazioni, accade frequentemente che le imprese appaltatrici cessino l’attività o si cancellino dal registro delle imprese subito dopo aver concluso l’affare, lasciando i lavoratori privi di un interlocutore effettivo. In questi casi, la tempestività dell’azione è decisiva. Solo intervenendo rapidamente è possibile preservare l’effettività della tutela giurisdizionale ed evitare che la decisione giudiziale si trasformi, come le gride manzoniane, in un enunciato privo di reale efficacia.

