06/10/2025
Tribunale di Pavia, giudice del lavoro Marcella Frangipani (ud. 12.08.2025; pubblicazione 16.08.2025): licenziamento per giusta causa annullato perché il fatto è insussistente; gli scambi WhatsApp addotti dall’azienda non provano alcuna richiesta di denaro e risultano compatibili con una normale trattativa commerciale in un mercato “spietato”, mentre la datrice — rimasta contumace — non ha offerto alcuna prova dell’addebito (giudice e udienza: ; ambiguità dei messaggi e contesto: ). Principio affermato: ai sensi dell’art. 5 L. 604/1966 l’onere della prova della giusta causa grava inderogabilmente sul datore e non può essere spostato invocando il criterio di “vicinanza alla fonte di prova”; se gli elementi sono non univoci o contraddittori, il fatto contestato non è dimostrato e il licenziamento è illegittimo (motivazione: ). Conseguenze: reintegrazione ex art. 18 St. lav. (lavoratore ante 7.3.2015; impresa con 153 dipendenti), retribuzioni dal recesso alla reintegra (minimo 12 mensilità), contributi e spese a carico della resistente (dispositivo: ).
Giudice Marcella Frangipani, pubblicazione 16 agosto 2025 —

Dalla metà di luglio 2015 è operativo il nuovo Palazzetto di Giustizia di Milano, in via San Barnaba 10, di fronte al tradizionale Palazzo di Giustizia ma sul lato opposto rispetto all’ingresso di corso di Porta Vittoria.
Qui si sono trasferite la Sezione Lavoro (2° piano) e la Sezione Famiglia (piano terra) del Tribunale; successivamente anche le corrispondenti sezioni della Corte d’Appello. Un’ala dell’edificio è occupata dall’Agenzia delle Entrate.
L’immobile è moderno (ampie vetrate e strutture in acciaio), con uffici luminosi, corridoi adeguati ai flussi, sedute per l’attesa e climatizzazione in tutti i locali. Struttura adeguata alle esigenze dell’amministrazione della giustizia.