10/10/2017
Il presidente dell' Ordine degli avvocati di Milano ha inviato al Corriere della Sera una lettera dal titolo "La deriva del processo a danno del cittadino", che è stata pubblicata sabato 7 ottobre 2017, a pagina 28.
A chi è sfuggito l'articolo, lo può leggere nella sua interezza nel documento sottostante al titolo sopra riportato.
Ottima e condivisibile l'analisi del presidente; assolutamente non accettabili le sue conclusioni.
Di fronte alla giusta analisi, l'invito non può essere quello di rifugiarsi nelle salvifiche braccia della giustizia appaltata ai privati, seppure gestita da avvocati; occorre creare, invece, un movimento di sensibilizzazione della società civile per modificare quelle norme, che esistono e producono i nefasti effetti magistralmente denunciati nell'articolo. L' Avvocatura deve saper parlare di diritti e di tutele, sui giornali, in internet, in televisione, per poterli proteggere, anche contro i giudici, compresi quelli della Suprema Corte di Cassazione; l'avvocatura, però , è sempre stata desolatamente assente. Viene da dire che giudici e avvocati sono quel che si meritano reciprocamente di essere.
Nella foto: opera di Osvaldo Licini, 1894/1958 di Monte Vidon Corrado; pittore e artista italiano.

Dalla metà di luglio 2015 è operativo il nuovo Palazzetto di Giustizia di Milano, in via San Barnaba 10, di fronte al tradizionale Palazzo di Giustizia ma sul lato opposto rispetto all’ingresso di corso di Porta Vittoria.
Qui si sono trasferite la Sezione Lavoro (2° piano) e la Sezione Famiglia (piano terra) del Tribunale; successivamente anche le corrispondenti sezioni della Corte d’Appello. Un’ala dell’edificio è occupata dall’Agenzia delle Entrate.
L’immobile è moderno (ampie vetrate e strutture in acciaio), con uffici luminosi, corridoi adeguati ai flussi, sedute per l’attesa e climatizzazione in tutti i locali. Struttura adeguata alle esigenze dell’amministrazione della giustizia.