18/11/2017

La causa di lavoro in appello

Per proporre appello contro la sentenza del tribunale del lavoro bisogna avervi interesse. Contro la sentenza di primo grado del tribunale si può proporre l'impugnazione avanti la corte di appello sezione lavoro. L'atto di appello deve essere specifico e deve consentire al giudice e alle parti di conoscere pienamente i motivi di lagnanza contro la sentenza di primo grado. Il convenuto...

15/10/2015

Sintesi ed efficacia degli atti giudiziari

Nella primavera del 2015, la sezione lavoro del Tribunale di Milano ha organizzato un convegno nell'aula magna del palazzo di giustizia, sul contenuto degli atti giudiziari tra la sintesi e l'efficacia. In quell'assemblea, tra magistrati e avvocati, è stata decisa la creazione di una commissione mista di studio, fortemente voluta dal presidente della sezione lavoro del tribunale...

09/02/2015

Il decreto ingiuntivo, come si ottiene

che cosa è e come si ottiene un decreto ingiuntivo di pagamento. Chi è creditore di una somma di denaro ed ha la prova scritta del suo diritto può azionare la procedura del decreto ingiuntivo. Costituiscono prova scritta del credito le scritture private o qualsiasi documento che contenga una dichiarazione di riconoscimento del debito. Nei rapporti tra le imprese...

26/02/2014

Processo civile:come si svolge il primo grado

      Il processo civile si promuove su iniziativa della parte interessata, che si chiama attore, che convoca davanti al giudice un'altra parte contro cui propone le sue domande di accertamento o di condanna, che si chiama convenuto.  La domanda si propone con un atto introduttivo del giudizio, che si chiama atto di citazione.  La persona chiamata in giudizio, se...

06/01/2014

licenziamento, i casi di esclusione del tentativo di conciliazione

Con la legge Fornero del mese di luglio 2012, n. 92, è stato introdotto in materia di licenziamento per giustificato motivo oggettivo l'obbligo di esperire avanti la direzione territoriale del lavoro il tentativo preventivo di conciliazione. La legge n.99 del 2013 ha fatto chiarezza e pulizia interpretativa: Questo tentativo non si deve espletare per il licenziamento intimato a causa...

15/12/2013

Lavoro subordinato, dimissioni per giusta causa

Dimissioni per giusta causa, disciplina e conseguenze. Nel caso in cui il datore di lavoro si rende gravemente inadempiente ai suoi obblighi contrattuali nei confronti del lavoratore, il lavoratore è legittimato a presentare le sue dimissioni con effetto immediato, e senza concedere preavviso. Il rapporto di lavoro cessa immediatamente. In questo caso il lavoratore ha diritto...

17/04/2015

La guardia giurata e il suo orario di lavoro

Guardia giurata e orario di lavoro il contratto collettivo della vigilanza privata prevede che "tenuto conto delle obiettive necessità di organizzare i turni di lavoro in maniera da garantire la continuità nei servizi di tutela del patrimonio pubblico e privato affidato agli Istituti di Vigilanza, la durata massima dell’orario di lavoro, comprese le ore di straordinario,...

11/12/2013

La cessione di azienda e i diritti dei lavoratori

La cessione  di azienda e i diritti dei lavoratori. L'imprenditore è libero di trasferire, in tutto in parte, la sua azienda a terzi. In questo trasferimento, però, i lavoratori mantengono integri il loro trattamento economico e normativo. Chi subentra nell'azienda deve assicurare la medesima retribuzione e la qualità delle mansioni precedentemente svolte. Questi...

25/03/2014

La riforma del contratto a termine del governo Renzi

Le modifiche introdotte dal decreto legge del mese di marzo 2014 del governo Renzi al contratto di lavoro subordinato a termine possono essere così sintetizzate. 1. il contratto a termine è liberalizzato: per la sua stipulazione non è più necessaria l'esistenza e l'indicazione specifica delle “ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o...

11/12/2013

La procedura di mobilità, licenziamento collettivo

Il licenziamento collettivo è disciplinato dalla legge n. 223 del 1991. Le imprese che occupano più di 15 addetti, nel caso in cui intendono licenziare, in un arco temporale di 120 giorni, almeno cinque lavoratori devono ricorrere a questa particolare procedura. Il lavoratore da licenziare deve avere almeno 12 mesi di anzianità di servizio.  Non sono...

11/12/2013

Lavoratori Domestici

Il lavoratore domestico può essere liberamente licenziato, non è necessaria la giusta causa o il giustificato motivo. Nonostante questa libertà, il licenziamento non può essere motivato da ragioni di discriminazione razziale, di sesso, di natura politica o sindacale. La lavoratrice domestica in gravidanza non può essere licenziata nei cinque mesi di...

11/12/2013

Il contratto con partita Iva, legge Fornero

Partita Iva, legge Fornero, n. 92/2012. Le prestazioni coordinate e continuative rese da un soggetto titolare di partita Iva, con la nuova legge Fornero, entrata in vigore il 18 luglio 2012, ha subito una profonda modificazione. Lo scopo della nuova norma è quello di scoraggiare il ricorso a questa figura contrattuale quando si vogliono, in realtà, nascondere rapporti di lavoro...

DAL CODICE DEONTOLOGICO FORENSE

Trovato in Francia un codice di Leonardo da Vinci - Storia Notizie.

PREAMBOLO

L’avvocato esercita la propria attività in piena libertà, autonomia ed indipendenza, per tutelare i diritti e gli interessi della persona, assicurando la conoscenza delle leggi e contribuendo in tal modo all’attuazione dell’ordinamento per i fini della giustizia.

Art. 7 – Dovere di fedeltà.

È dovere dell’avvocato svolgere con fedeltà la propria attività professionale.

Art. 9 – Dovere di segretezza e riservatezza.

È dovere, oltre che diritto, primario e fondamentale dell’avvocato mantenere il segreto sull’attività prestata e su tutte le informazioni che siano a lui fornite dalla parte assistita o di cui sia venuto a conoscenza in dipendenza del mandato.

I. L’avvocato è tenuto al dovere di segretezza e riservatezza anche nei confronti degli ex-clienti, sia per l’attività giudiziale che per l’attività stragiudiziale.

II. La segretezza deve essere rispettata anche nei confronti di colui che si rivolga all’avvocato per chiedere assistenza senza che il mandato sia accettato.

III. L’avvocato è tenuto a richiedere il rispetto del segreto professionale anche ai propri collaboratori e dipendenti e a tutte le persone che cooperano nello svolgimento dell’attività professionale.

 Art. 10 Dovere di indipendenza.

Nell’esercizio dell’attività professionale l’avvocato ha il dovere di conservare la propria indipendenza e difendere la propria libertà da pressioni o condizionamenti esterni.