sempre nullo

Il licenziamento discriminatorio

sempre nullo

26/12/2014 Il licenziamento discriminatorio e il licenziamento intimato in forma orale, con il nuovo decreto, continuano ad essere disciplinati esattamente come prima. Nulla cambia. Il licenziamento discriminatorio è quello motivato da ragioni politiche, sindacali, religiose, razziali e da motivi comunque illeciti perché contrari a norme imperative. Il licenziamento... [Leggi tutto]
diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro

Il licenziamento disciplinare, se il fatto non sussiste

diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro

26/12/2014 Per il licenziamento ingiustificato, il principio generale  introdotto dalla nuova normativa è il solo risarcimento dei danni. Solo nel caso in cui il fatto disciplinare sia insussistente nella sua materialità oggettiva e soggettiva, si avrà la reintegrazione nel posto di lavoro con il risarcimento dei danni, il pagamento dei contributi previdenziali e la... [Leggi tutto]
solo il risarcimento

Licenziamento disciplinare sproporzionato per un fatto sussistente

solo il risarcimento

26/12/2014 Nel caso in cui il licenziamento disciplinare sia inflitto per un fatto esistente e sul presupposto che il lavoratore ne sia il responsabile, se il licenziamento appare essere comunque  ingiustificato perché non ricorrono gli estremi per poterlo dichiarare legittimo (ad esempio licenziamento sproporzionato rispetto al fatto contestato) il lavoratore potrà rivendicare il solo... [Leggi tutto]
abolito per  il licenziamento degli assunti dal marzo 2014

Tentativo obbligatorio preventivo di conciliazione,

abolito per il licenziamento degli assunti dal marzo 2014

26/12/2014 Nel caso in cui l’azienda intenda procedere al licenziamento per giustificato motivo oggettivo per  i nuovi assunti non c’è più l’obbligo di esperire il tentativo preventivo di conciliazione avanti la direzione territoriale del Lavoro. Si può procedere immediatamente alla comunicazione del licenziamento senza dover ricorrere alla particolare... [Leggi tutto]
addio alla reintegrazione nel posto di lavoro

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo o per motivi economici

addio alla reintegrazione nel posto di lavoro

26/12/2014 Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo per i neo assunti, anche se licenziati in modo illegittimo  e con una motivazione manifestatamente insussistente, non  comporterà più, a carico dell'impresa, la reintegrazione nel posto di lavoro. L'unica possibile conseguenza è solo il risarcimento dei danni  in una misura forfettaria prevista per legge.... [Leggi tutto]
se infondato, reintegrazione e risarcimento dei danni

Licenziamento per inidoneità fisica o psichica del lavoratore:

se infondato, reintegrazione e risarcimento dei danni

26/12/2014 Se l'azienda procede al licenziamento per la sopravvenuta inidoneità fisica del lavoratore ed il giudice accerta che in realtà questa inidoneità fisica non sussiste, il lavoratore ingiustamente licenziato avrà diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro, con un risarcimento del danno non inferiore alle cinque mensilità della retribuzione globale di fatto... [Leggi tutto]
niente reintegrazione  ma semplice risarcimento

Licenziamento collettivo illegittimo,

niente reintegrazione ma semplice risarcimento

26/12/2014 Il primo decreto attuativo della legge delega del jobs act ha introdotto una nuova disciplina per i neo assunti, in materia di licenziamento collettivo. Questa disciplina è profondamente diversa rispetto al passato. I neo assunti non hanno più diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro nel caso in cui vi sia la violazione della procedura o vi sia la violazione dei criteri di... [Leggi tutto]
un ritocco al ribasso

Il licenziamento illegittimo nella piccola impresa,

un ritocco al ribasso

26/12/2014 Il decreto attuativo della legge delega del jobs act ha dettato una nuova disciplina sul risarcimento dovuto dalla piccola impresa nel licenziamento ingiustificato. Per i vecchi assunti occupati in impresa che occupa meno di 16 addetti, nel caso di Licenziamento illegittimo per giustificato motivo oggettivo o  disciplinare è previsto un risarcimento che va da un minimo di 2,5... [Leggi tutto]

Come si calcola l’indennità risarcitoria delle tutele crescenti

26/12/2014 Il decreto attuativo della legge sul jobs act ha introdotto un criterio giuridico per la quantificazione della indennità risarcitoria dovuta in presenza di licenziamento illegittimo. Per ogni anno di servizio prestato sono dovute due mensilità di retribuzione. La retribuzione si calcola moltiplicando la retribuzione mensile per il numero delle mensilità di retribuzione... [Leggi tutto]

La violazione della procedura di contestazione di addebito sanzionata solo con un modesto risarcimento

08/01/2015 Il licenziamento disciplinare intimato senza l'osservanza della procedura di contestazione di addebito, previsto dell'art. 7 dello statuto  -immediatezza tra il tempo di commissione del fatto e la sua contestazione, osservanza dei termini a difesa, comunicazione del licenziamento nel termine  previsto dal ccnl, mancata affissione del codice disciplinare- comporta per i nuovi assunti... [Leggi tutto]

Elemento dimensionale, l'impresa che supera il limite non paga pegno

08/01/2015  Dalla data di entrata in vigore del decreto attuativo della legge delega, l'elemento  dimensionale delle aziende, ai fini dell'applicazione dell'art. 18 dello statuto dei lavoratori, resta definitivamente cristallizzato per le aziende che occupano meno di 16 addetti. Tutte le aziende che superano con le nuove assunzioni il limite delle 15 unità lavorative con contratto a... [Leggi tutto]

Offerta di conciliazione ad iniziativa dell'impresa nel licenziamento a tutele crescenti

26/12/2014 Si tratta di un istituto nuovo che si applica solo in caso di licenziamento dei neo assunti. In caso di licenziamento, per giusta causa, giustificato motivo e per motivi economici, al fine di evitare il giudizio e ferma restando la possibilità per le parti di addivenire a ogni altra modalità di conciliazione prevista dalla legge, il datore di lavoro può offrire al... [Leggi tutto]

Fine dei privilegi a partiti e sindacati, con la nuova legge del jobs act

26/12/2014 Rivoluzione copernicana per i lavoratori dipendenti dei partiti politici, dei sindacati, delle associazioni culturali e di istruzione ovvero istituti religiosi e di culto. A tutti questi collaboratori nuovi assunti, d’ora in poi, si applicherà la stessa normativa degli altri lavoratori subordinati, senza favoritismi e senza disciplina particolare. In tempi di antipolitica non... [Leggi tutto]

Per i lavoratori utilizzati nello stesso appalto, l'anzianità di servizio fin dall'inizio del rapporto

26/12/2014 Dall’inizio del nuovo secolo si sono imposti i contratti di appalto anche intra moenia. Molti lavoratori prestano così la loro opera nello stesso posto ma con rapporto di lavoro intestata a soggetto diverso che diventa  titolare, di volta in volta, del contratto di appalto. Ogni impresa appaltatrice al cambio di appalto assume il lavoratore che già prestava la sua... [Leggi tutto]

Il potere discrezionale del giudice sulla quantificazione del danno, non esiste più

26/12/2014 Il decreto  attuativo del jobs act dimostra grande disistima e sfiducia nei confronti del potere giurisdizionale perché ha sentito l'esigenza di dettare in modo tassativo  la disciplina e quali siano le conseguenze, in materia di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo illegittimo. La reintegrazione può  essere ordinata, nel licenziamento... [Leggi tutto]

Dubbio di costituzionalità delle nuove norme del jobs act

26/12/2014 Il primo decreto attuativo della legge delega del jobs act e la stessa legge delega hanno un vulnus che potrebbero travolgerli. Tutta l’impalcatura giuridica delle nuove norme si regge sul tempo. Chi è stato assunto dall'impresa prima di una certa data  ha un trattamento normativo, chi è stato assunto in epoca successiva ha un trattamento che, in alcuni casi,... [Leggi tutto]

Deleghe al Governo riordino dei rapporti di lavoro

26/12/2014     LEGGE 10 dicembre 2014 n.183 (in Gazz. Uff., 15 dicembre 2014, n. 290). - Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonche' in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell'attivita' ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro. ... [Leggi tutto]

Il primo decreto attuativo della legge delega del jobs act

26/12/2014     Riportiamo nella sua forma integrale lo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183. Questo decreto si applica  ai  lavoratori che rivestono la qualifica di operai, impiegati o quadri, assunti con contratto di lavoro... [Leggi tutto]

Legge 15 luglio 1966, n. 604

26/12/2014     Riportiamo il testo vigente al 25 dicembre 2014 della  Legge 15 luglio 1966, n. 604 - Norme sui licenziamenti individuali . Nel rapporto di lavoro a tempo indeterminato, intercedente con datori di lavoro privati o con enti pubblici, ove la stabilita' non sia assicurata da norme di legge, di regolamento, e di contratto collettivo o individuale, il... [Leggi tutto]

Art. 18 statuto dei lavoratori

26/12/2014 Il testo dell'art. 18 dello statuto dei lavoratori dopo le modifiche introdotte dalla legge Fornero ed attualmente vigente:  art--18-statuto-lavoratori.pdf                     [Leggi tutto]

 

 

Dalla legge delega 10 dicembre 2014 n.183

 “... b) promuovere, in coerenza con le indicazioni europee, il contratto a tempo indeterminato come forma comune di contratto di lavoro rendendolo piu' conveniente rispetto agli altri tipi di contratto in termini di oneri diretti e indiretti;

c) previsione, per le nuove assunzioni, del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all'anzianita' di servizio, escludendo per i licenziamenti economici la possibilita' della reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro, prevedendo un indennizzo economico certo e crescente con l'anzianita' di servizio e limitando il diritto alla reintegrazione ai licenziamenti nulli e discriminatori e a specifiche fattispecie di licenziamento disciplinare ingiustificato, nonche' prevedendo termini certi per l'impugnazione del licenziamento;”...