La disciplina del jobs act del 2015 ha riformato radicalmente la normativa introdotta dalla legge Fornero nel luglio 2012 in materia di licenziamenti, individuali, per giustificato motivo oggettivo e per motivi disciplinari. L’innovazione ha coinvolto anche il licenziamento collettivo. La legge Fornero, già nel 2012 aveva mutato a sua volta l’art. 18 dello statuto dei lavoratori rispetto al testo originario del 1970. Il quadro complessivo attualmente vigente è molto complesso perché prevede una diversa disciplina tra nuovi e vecchi assunti con un dualismo che introduce tutele differenti tra i lavoratori.

    Il licenziamento della piccola impresa, quella che occupa meno 16 addetti, è rimasto sostanzialmente il medesimo. Il ciclone riformatore ha investito invece le imprese che occupano più di 15 addetti.

    Niente più è uguale rispetto a prima del luglio 2012, epoca d’oro della tutela del lavoro subordinato.

    Riportiamo di seguito un prospetto riepilogativo sul licenziamento, nelle sue varie articolazioni, con la disciplina della legge Fornero e la nuova disciplina del Jobs act:   licenziamento-secondo-il-jobs-act.pdf

 

 

Riflessione sulla normativa delle tutele crescenti e dello sgravio previdenziale

08/02/2015 Il mercato del lavoro è attualmente caratterizzato da una miscela di norme che tra loro combinate possono avere effetti significativi sul comportamento delle aziende e dei lavoratori. Gli elementi che si combinano tra loro sono l'introduzione di uno statuto protettivo per il rapporto di lavoro subordinato dei neo assunti di gran lunga meno incisivo rispetto ai lavoratori già... [Leggi tutto]
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Jobs act e scopo dell’intervento legislativo

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05/11/2014 Lo scopo enunciato dell'intervento legislativo: assicurare tutele uniforme, semplificare le procedure in materia di lavoro. Il jobs act  del governo Renzi, che tanti scontri, dibattiti e passioni opposte suscita a livello politico e sindacale, ha lo scopo dichiarato di “ assicurare in caso di disoccupazione involontaria, tutele uniformi e legate alla storia contributiva dei... [Leggi tutto]
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Jobs act e disciplina delle varie figure dei contratti di lavoro

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05/11/2014 Adesso nel nostro ordinamento giuridico esistono una  pluralità di contratti di lavoro, con  subordinazione o para subordinazione. Nel corso dei decenni si sono accumulate varie figure contrattuali che nel tempo hanno subito scosse ed assestamenti di varia natura. Il ventaglio delle scelte possibile è veramente ampio. Queste varie figure al momento del loro varo e nei... [Leggi tutto]
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Jobs act e contratto a tempo indeterminato

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05/11/2014 Il jobs act, nel solco della nostra tradizione giuridica,  afferma senza mezzi termini, che il contratto di lavoro a tempo indeterminato è la figura privilegiata del contratto di lavoro. Con questa affermazione il Jobs act si uniforma agli indirizzi della comunità europea e alla nostra tradizione giuridica che ha sempre visto con sfavore il contratto a termine, almeno fino... [Leggi tutto]
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Jobs act e nuove assunzioni

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05/11/2014 La legge delega nella norma che illustriamo prevede una delle novità in assoluto più innovativa: le nuove assunzioni, con contratto a tempo indeterminato, devono avere in caso di licenziamento ingiustificato, disciplinare o per ragioni economiche, una tutela crescente in relazione  all'anzianità di servizio. Il concetto in sé e per sé è molto... [Leggi tutto]
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Jobs act e mutamento delle mansioni

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05/11/2014 Il nostro codice prevede che il datore di lavoro può mutare le mansioni del lavoratore a condizione che le nuove mansioni non siano inferiori per qualità professionale rispetto a quelle per le quali il lavoratore è stato assunto o che ha per ultimo svolte. Adibire illegittimamente il lavoratore a mansioni inferiore, dequalificandolo, comporta anche un obbligo risarcitorio... [Leggi tutto]
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Jobs act e controlli a distanza.

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05/11/2014 L'articolo 4 dello statuto dei lavoratori vieta l'uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori. Questi impianti possono essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali oppure su autorizzazione dell'ispettorato del lavoro, nel caso in cui non sia stato possibilem... [Leggi tutto]
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Jobs act e cassa integrazione

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06/11/2014 La legge numero 223/1991 disciplina il licenziamento collettivo. Questa legge consente la concessione dell'intervento straordinario della cassa integrazione anche nei casi di dichiarazione di fallimento o di sottoposizione del datore di lavoro ad una procedura concorsuale. La cassa integrazione può essere concessa su domanda del curatore della procedura fallimentare. La cassa... [Leggi tutto]
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Jobs act e trattamento economico del lavoratore.

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05/11/2014 Il trattamento economico del lavoratore è assicurato dell'articolo 36 della costituzione che prevede il diritto ad avere una retribuzione che assicuri una vita libera e dignitosa. Alla fine degli anni ‘50 inizio anni ‘60, per attuare il principio enunciato, sono stati emanati con valore di legge i contratti collettivi valevoli erga omnes. Da dopoguerra il giusto... [Leggi tutto]

Quantificazione della Retribuzione nel lavoro subordinato

L'adozione, quale parametro per la determinazione della giusta retribuzione ex art. 36 Cost., di un contratto collettivo non direttamente applicabile al rapporto di lavoro in contestazione, ne importa un'applicazione limitata alla determinazione della retribuzione base e non si estende ad altri istituti contrattuali che (come le mensilità aggiuntive) hanno carattere retributivo ma trovano origine nella forza contrattuale delle parti collettive più che nel soddisfacimento delle esigenze del lavoratore tutelate dal progetto costituzionale, salvo che la valutazione di essi sia essenziale per l'adeguamento della retribuzione ai sensi della norma citata.

Cassazione civile sez. lav.  13 marzo 1990 n. 2021

Il contratto collettivo non si applica in ogni caso

In tema di adeguamento della retribuzione ai sensi dell'art. 36 Cost., il giudice, anche se il datore di lavoro non aderisca ad alcuna delle organizzazioni sindacali che lo hanno sottoscritto, può assumere a parametro il contratto collettivo di settore, con riferimento limitato ai soli titoli previsti dal CCNL che integrano il concetto di giusta retribuzione, costituita dai minimi retributivi stabiliti per ciascuna qualifica dalla contrattazione collettiva e con esclusione, pertanto, dei compensi aggiuntivi, degli scatti di anzianità e delle mensilità ulteriori rispetto alla tredicesima. Ne consegue che per la determinazione del corrispettivo dell'attività lavorativa in regime di subordinazione di un medico di casa di cura privata va escluso il compenso di pronta reperibilità, in quanto voce retributiva tipicamente contrattuale. Cassazione civile sez. lav.  04 dicembre 2013 n. 27138