Intese decreto-legge art. 8 della legge 138/2011

Il decreto-legge 138/2011 all'articolo 8 ha introdotto una disciplina giuridica capace di rivoluzionare e disarticolare il sistema delle relazioni industriali e del diritto del lavoro.
I contratti collettivi di lavoro aziendali o territoriali possono derogare, anche in peggio, il trattamento economico e normativo previsto a favore dei lavoratori dal contratto collettivo nazionale di lavoro.
Questi accordi possono avere ad oggetto tutta l'organizzazione del lavoro, senza esclusione.
É sufficiente per la validità  che questi accordi siano sottoscritti da una organizzazione sindacale che a livello nazionale sia tra le più comparativamente rappresentative.
Tutte le organizzazioni sindacali,individualmente, sono legittimate a sottoscrivere questo tipo di accordi.
Vi é il pericolo che l'applicazione di questa normativa possa comportare la creazione di "gabbie" territoriali ed anche semplicemente aziendali, con trattamenti economici e normativi fortemente penalizzanti per i lavoratori, con danno anche per la leale concorrenza tra le aziende.

DAL CODICE DEONTOLOGICO FORENSE

Trovato in Francia un codice di Leonardo da Vinci - Storia Notizie.

PREAMBOLO

L’avvocato esercita la propria attività in piena libertà, autonomia ed indipendenza, per tutelare i diritti e gli interessi della persona, assicurando la conoscenza delle leggi e contribuendo in tal modo all’attuazione dell’ordinamento per i fini della giustizia.

Art. 7 – Dovere di fedeltà.

È dovere dell’avvocato svolgere con fedeltà la propria attività professionale.

Art. 9 – Dovere di segretezza e riservatezza.

È dovere, oltre che diritto, primario e fondamentale dell’avvocato mantenere il segreto sull’attività prestata e su tutte le informazioni che siano a lui fornite dalla parte assistita o di cui sia venuto a conoscenza in dipendenza del mandato.

I. L’avvocato è tenuto al dovere di segretezza e riservatezza anche nei confronti degli ex-clienti, sia per l’attività giudiziale che per l’attività stragiudiziale.

II. La segretezza deve essere rispettata anche nei confronti di colui che si rivolga all’avvocato per chiedere assistenza senza che il mandato sia accettato.

III. L’avvocato è tenuto a richiedere il rispetto del segreto professionale anche ai propri collaboratori e dipendenti e a tutte le persone che cooperano nello svolgimento dell’attività professionale.

 Art. 10 Dovere di indipendenza.

Nell’esercizio dell’attività professionale l’avvocato ha il dovere di conservare la propria indipendenza e difendere la propria libertà da pressioni o condizionamenti esterni.