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Il contratto di lavoro a tempo determinato, ulteriore flessibilità

Il Jobs Act ha sentito l'esigenza di riscrivere nella sua interezza la disciplina del contratto a tempo determinato. Qua è là il nuovo intervento ha modificato, con delle veloci pennellate, qualche previsione, ma tutte le modifiche apportate sono sì marginali ma tutte nell'interesse dell'impresa. Si segnala così la nuova previsione che nel caso di superamento del limite dei trentasei mesi il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato "dalla data di tale superamento" e non più dalla data originaria di stipulazione del contratto a tempo determinato.  Perché non vi siano dubbi in proposito la nuova normativa rafforza questo concetto anche nel caso in cui vi sia un'eccedenza di proroghe prevedendo che il contratto si considera a tempo indeterminato a decorrere"dalla data della sesta proroga". Ugualmente, il contratto si considera a tempo indeterminato dalla scadenza" del trentesimo giorno o cinquantesimo giorno" nel caso in cui, scaduto il contratto, il rapporto di lavoro sia proseguito.

Tutto questo significa che il lavoratore, per il periodo trascorso alle dipendenze dell'impresa con il rapporto di lavoro a tempo determinato, avuta la trasformazione a tempo indeterminato, non matura  gli scatti di anzianità e tutte le altre conseguenze connesse all'anzianità di servizio, ivi compreso il sistema delle tutele crescenti che poggia sulla anzianità di servizio nella quantificazione del risarcimento spettante al lavoratore licenziato illegittimamente.

Nella precedente disciplina, che adesso il  terzo decreto attuativo del jobs act, modifica, in caso di violazione della normativa sul contratto a tempo determinato, il rapporto di lavoro si considerava fin dall'origine come un unico rapporto di lavoro a tempo indeterminato, con tutte le ricadute economiche e normative sull'anzianità di servizio. 

Riportiamo uno schema riepilogativo della disciplina del contratto a termine: contratto-di-lavoro-e-di-somministrazione-a-termine-acausale.pdf

Le nuove norme sono nel Decreto legislativo riordino contratti e mansioni.pdf n. 81 del 2015.