che cosa è e come si ottiene un decreto ingiuntivo di pagamento.

Chi è creditore di una somma di denaro ed ha la prova scritta del suo diritto può azionare la procedura del decreto ingiuntivo. Costituiscono prova scritta del credito le scritture private o qualsiasi documento che contenga una dichiarazione di riconoscimento del debito.
Nei rapporti tra le imprese costituiscono prova scritta anche le scritture contabili. Con l'estratto autentico delle scritture contabili  si può richiedere il decreto ingiuntivo di pagamento.
La busta paga è prova documentale del credito del lavoratore.  
Il giudice competente ad emettere di giunzione del pagamento è il giudice di pace ed il tribunale, secondo il valore del credito.
La domanda di ingiunzione si propone con un ricorso contenente l'indicazione delle parti e i documenti che costituscono la prove del credito.
Il giudice, se esistono le condizioni, emette il decreto di pagamento che deve essere notificato al debitore entro 40 giorni.
Il debitore entro questo termine, che decorre dalla notificazione, deve proporre opposizione se intende contestare il contenuto dell'ingiunzione di pagamento emessa nei suoi confronti.
Il giudice, in specifici casi previsti dal codice di procedura civile può ingiungere il pagamento immediato della somma, impregiudicato il diritto di proporre opposizione da parte del debitore.
Se il decreto ingiuntivo non è notificato entro il termine di 40 giorni, perde definitivamente efficacia.
L'opposizione si propone davanti all'ufficio giudiziario al quale appartiene il giudice che ha emesso il decreto. L'opposizione, secondo la  materia, può essere proposta con ricorso oppure con atto di citazione.
Per il pagamento della retribuzione è sempre competente il tribunale  sezione lavoro.
Con l'opposizione si promuove una vera e propria causa ordinaria che si chiude con la pronuncia della  sentenza.
Questa procedura è particolarmente adatta per qualsiasi tipo di creditore perché si tratta di una procedura molto snella e veloce. Ma il il credito deve essere certo, liquido ed esigibile.

DAL CODICE DEONTOLOGICO FORENSE

Trovato in Francia un codice di Leonardo da Vinci - Storia Notizie.

PREAMBOLO

L’avvocato esercita la propria attività in piena libertà, autonomia ed indipendenza, per tutelare i diritti e gli interessi della persona, assicurando la conoscenza delle leggi e contribuendo in tal modo all’attuazione dell’ordinamento per i fini della giustizia.

Art. 7 – Dovere di fedeltà.

È dovere dell’avvocato svolgere con fedeltà la propria attività professionale.

Art. 9 – Dovere di segretezza e riservatezza.

È dovere, oltre che diritto, primario e fondamentale dell’avvocato mantenere il segreto sull’attività prestata e su tutte le informazioni che siano a lui fornite dalla parte assistita o di cui sia venuto a conoscenza in dipendenza del mandato.

I. L’avvocato è tenuto al dovere di segretezza e riservatezza anche nei confronti degli ex-clienti, sia per l’attività giudiziale che per l’attività stragiudiziale.

II. La segretezza deve essere rispettata anche nei confronti di colui che si rivolga all’avvocato per chiedere assistenza senza che il mandato sia accettato.

III. L’avvocato è tenuto a richiedere il rispetto del segreto professionale anche ai propri collaboratori e dipendenti e a tutte le persone che cooperano nello svolgimento dell’attività professionale.

 Art. 10 Dovere di indipendenza.

Nell’esercizio dell’attività professionale l’avvocato ha il dovere di conservare la propria indipendenza e difendere la propria libertà da pressioni o condizionamenti esterni.