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Jobs act e disciplina delle varie figure dei contratti di lavoro

Adesso nel nostro ordinamento giuridico esistono una  pluralità di contratti di lavoro, con  subordinazione o para subordinazione. Nel corso dei decenni si sono accumulate varie figure contrattuali che nel tempo hanno subito scosse ed assestamenti di varia natura. Il ventaglio delle scelte possibile è veramente ampio. Queste varie figure al momento del loro varo e nei momenti successivi di assestamento hanno avuto sempre lo scopo dichiarato di favorire l'occupazione e nello stesso tempo combattere l'evasione o l'omissione contributiva. Contemporaneamente si è cercato di favorire l'impresa per incoraggiare l'occupazione e far emeergere il "nero". Ma visti i risultati, il più delle volte questi tentativi non hanno avuto fortuna n hanno raggiunto lo scopo solo parzialmente.

Adesso il legislatore  con il jobs act sente l'esigenza di dover  semplificare questa giungla contrattuale, superando e modificando le tipologie contrattuali esistenti. Il governo con la delega del Parlamento deve studiare le forme contrattuali esistenti e fare una certa pulizia. Ma la delega conferita dal Parlamento è talmente ampia da non consentire  allo stato di poter  ipotizzare il tipo di intervento che  il governo adotterà.

Quantificazione della Retribuzione nel lavoro subordinato

L'adozione, quale parametro per la determinazione della giusta retribuzione ex art. 36 Cost., di un contratto collettivo non direttamente applicabile al rapporto di lavoro in contestazione, ne importa un'applicazione limitata alla determinazione della retribuzione base e non si estende ad altri istituti contrattuali che (come le mensilità aggiuntive) hanno carattere retributivo ma trovano origine nella forza contrattuale delle parti collettive più che nel soddisfacimento delle esigenze del lavoratore tutelate dal progetto costituzionale, salvo che la valutazione di essi sia essenziale per l'adeguamento della retribuzione ai sensi della norma citata.

Cassazione civile sez. lav.  13 marzo 1990 n. 2021

Il contratto collettivo non si applica in ogni caso

In tema di adeguamento della retribuzione ai sensi dell'art. 36 Cost., il giudice, anche se il datore di lavoro non aderisca ad alcuna delle organizzazioni sindacali che lo hanno sottoscritto, può assumere a parametro il contratto collettivo di settore, con riferimento limitato ai soli titoli previsti dal CCNL che integrano il concetto di giusta retribuzione, costituita dai minimi retributivi stabiliti per ciascuna qualifica dalla contrattazione collettiva e con esclusione, pertanto, dei compensi aggiuntivi, degli scatti di anzianità e delle mensilità ulteriori rispetto alla tredicesima. Ne consegue che per la determinazione del corrispettivo dell'attività lavorativa in regime di subordinazione di un medico di casa di cura privata va escluso il compenso di pronta reperibilità, in quanto voce retributiva tipicamente contrattuale. Cassazione civile sez. lav.  04 dicembre 2013 n. 27138