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Jobs act e nuove assunzioni

La legge delega nella norma che illustriamo prevede una delle novità in assoluto più innovativa: le nuove assunzioni, con contratto a tempo indeterminato, devono avere in caso di licenziamento ingiustificato, disciplinare o per ragioni economiche, una tutela crescente in relazione  all'anzianità di servizio. Il concetto in sé e per sé è molto chiaro ma gli strumenti attraverso cui raggiungere questo obiettivo sono infiniti e possono avere il contenuto più impensabile. Con questa normativa si può mantenere, per il contratto a tempo indeterminato, anche la tutela dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori così come si può sopprimere integralmente questa tutela prevedendo solo delle conseguenze di natura economica nel caso in cui il licenziamento sia stato adottato infondatamente. Con questa previsione è stato offerto al governo un vaso  assolutamente vuoto e da riempire. Questo vaso, potrebbeessere  come quello di Pandora, perchè può  essere riempito con qualsiasi materiale, il più diverso e inprecedibile. Il Parlamento con questa delega si è spogliato del suo potere legislativo delegandolo interamente all'esecutivo. Sarà l'esecutivo a stabilire che tipo di tutela crescente, in relazione all'anzianità di servizio, potrà avere il lavoratore con contratto a tempo indeterminato. Il governo, con questo tipo di delega ricevuta dal parlamento, potrebbe anche disciplinare in modo diverso dall'attuale l'elemento dimensionale dell'impresa per l'applicazione delle nuove norme. Questa norma consente veramente l'esercizio di un potere assoluto nelle mani dell'esecutivo perchè non sono tracciati i binari e le linee del futuro intervento governativo. In futuro avremo lavoratori, quelli già assunti, con tutele forti, che per morte naturale si riduranno progressivamente come gli ultimo mohicani, e altri lavoratori di nuova assunzione con tutele deboli che occuperanno progressivamente sempre più spazio nelle aziende. Le divisioni nello stesso reparto e tra gli addetti ad una stessa macchina, tra le due categorie sarà dirompente. Il materiale è indubbiamente infiammabile.

Quantificazione della Retribuzione nel lavoro subordinato

L'adozione, quale parametro per la determinazione della giusta retribuzione ex art. 36 Cost., di un contratto collettivo non direttamente applicabile al rapporto di lavoro in contestazione, ne importa un'applicazione limitata alla determinazione della retribuzione base e non si estende ad altri istituti contrattuali che (come le mensilità aggiuntive) hanno carattere retributivo ma trovano origine nella forza contrattuale delle parti collettive più che nel soddisfacimento delle esigenze del lavoratore tutelate dal progetto costituzionale, salvo che la valutazione di essi sia essenziale per l'adeguamento della retribuzione ai sensi della norma citata.

Cassazione civile sez. lav.  13 marzo 1990 n. 2021

Il contratto collettivo non si applica in ogni caso

In tema di adeguamento della retribuzione ai sensi dell'art. 36 Cost., il giudice, anche se il datore di lavoro non aderisca ad alcuna delle organizzazioni sindacali che lo hanno sottoscritto, può assumere a parametro il contratto collettivo di settore, con riferimento limitato ai soli titoli previsti dal CCNL che integrano il concetto di giusta retribuzione, costituita dai minimi retributivi stabiliti per ciascuna qualifica dalla contrattazione collettiva e con esclusione, pertanto, dei compensi aggiuntivi, degli scatti di anzianità e delle mensilità ulteriori rispetto alla tredicesima. Ne consegue che per la determinazione del corrispettivo dell'attività lavorativa in regime di subordinazione di un medico di casa di cura privata va escluso il compenso di pronta reperibilità, in quanto voce retributiva tipicamente contrattuale. Cassazione civile sez. lav.  04 dicembre 2013 n. 27138