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Codice della proprietà industriale e sezioni specializzate.

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20/01/2014


Con la sentenza 30 aprile 2009, n. 123 la Corte Costituzionale è intervenuta nuovamente sul D.Lgs. lO febbraio 2005, n. 30 (Codice della proprietà industriale), annullandone l'art. 245, 3° c., "nella parte in cui stabilisce che sono devolute alla cognizione delle sezioni specializzate [in materia di proprietà industriale ed intellettuale] le procedure di reclamo iniziate dopo l'entrata in vigore del codice, anche se riguardano misure cautelari concesse secondo le norme precedentemente in vigore". 
Com'è noto, nel giudizio incidentale di costituzionalità vertente su disposizioni contenute in un decreto legislativo, la norma concedente la delega governativa assurge a parametro interposto rispetto al parametro costituzionale di cui all'art. 76 Cost. Ad avviso del Tribunale di Napoli, giudice competente nel processo a quo proprio in virtù della normativa impugnata, il predetto art. 245, 3° c., sarebbe costituzionalmente illegittimo per violazione, nella fattispecie, dell'art. 15 L. 12 dicembre 2002, n. 273 (Misure per favorire l'iniziativa privata e lo sviluppo della concorrenza), in quanto la delega in esso contenuta non concerneva la disciplina della competenza ed il regime transitorio applicabile alle controversie attribuite alle sezione specializzate in materia di proprietà industriale ed intellettuale; tali materie, per converso, sarebbero oggetto della distinta delega di cui al successivo art. 16 della medesima L. n. 273/2002, esercitata, ed esauritasi, con l'emanazione del D.Lgs. 27 giugno 2003, n. 168 (Istituzione di Sezioni specializzate in materia di proprietà industriale ed intellettuale presso tribunali e corti d'appello ). 
Il Giudice delle leggi, del resto, aveva già di recente approfondito l'esame del contenuto delle deleghe oggetto degli artt. 15 e 16 e la relazione fra le medesime: da un lato, con la sent. n. 170/2007 si era precisato che il termine per l'esercizio della delega prevista dall'art. 16 fosse scaduto al momento dell'emanazione del decreto legislativo n. 30/2005; e dall'altro, con la sent. n. 112/2008 (che qui più interessa e con la quale è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo il secondo comma dell'art. 245 D.Lgs. n. 30/2005) si era ribadito che il dato letterale dell' art. 15 nonché i relativi principi direttivi ed il contesto normativo nel quale esso si collocava avessero imposto di ritenere estranei alla delega legislativa i profili in linea generale inerenti all'istituzione ed organizzazione delle sezioni specializzate. 
In tale pronuncia si era altresì sottolineato che la delega all'istituzione ed alla disciplina delle sezioni specializzate di cui all' art. 16 avesse stabilito anche uno specifico principio direttivo in materia di disposizioni transitorie, in base al quale il Governo avrebbe dovuto evitare che le istituende sezioni specializzate fossero gravate da un carico iniziale di procedimenti che ne impedisse l'efficiente avvio (in attuazione di detto principio, peraltro, l'art. 6 D.Lgs. n. 168/2003 ha assegnato alle SeZiOnI specializzate soltanto i giudizi "iscritti a ruolo a far data dallo luglio 2003", disponendo che le rimanenti controversie, già pendenti alla data del 30 giugno 2003, restino assegnate al giudice competente secondo la normativa previgente). La Corte, dunque, nella decisione in evidenza, ha concluso per la non riconducibilità anche del terzo comma dell'art. 245 del Codice della proprietà industriale alla delega prevista dall'art. 15 L. n. 27312002, non essendo strumentale al "riassetto delle disposizioni vigenti in materia di proprietà industriale". 
Interessante, infine, osservare, seppur nel giudizio assorbiti dalla fondatezza del richiamo all'art. 76 Cost., che gli altri profili di dubbia costituzionalità concernevano gli artt. 3, nella sua veste di principio di ragionevolezza dell'azione legislativa, e 25, principio di precostituzione del giudice naturale, Cost. 
Milano, 12 maggio 2009