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Concorrenza e avvocati

tag  concorrenza  avvocati 

07/01/2014

Il Consiglio dei Ministri alla fine del mese di giugno 2006 ha emanato un provvedimento di liberalizzazione che contiene i seguenti principi:

1) il compenso delle prestazioni professionali può essere negoziato tra le parti e legato al risultato della prestazione. Con una norma del decreto legge si abrogano le disposizioni normative e regolamentari che prevedono la fissazione di tariffe obbligatorie fisse o minime e il divieto di pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti.

2) I liberi professionisti possono far conoscere agli utenti i servizi offerti attraverso la pubblicità, anche sulle riviste informative di pubblica utilità. Si può ‘selezionare’ il professionista più adatto e conveniente alle proprie esigenze.

Con una norma del decreto legge si abroga il divieto, anche parziale, di pubblicizzare i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto e il prezzo delle prestazioni.

3) L’utente potrà rivolgersi a società multidisciplinari (formate da architetti, avvocati, notai, commercialisti ecc…).

Sii abroga così il divieto di fornire all’utenza servizi professionali di tipo interdisciplinare da parte di società di persone o associazioni tra professionisti, fermo restando che il medesimo professionista non può partecipare a più di una società e che la specifica prestazione deve essere resa da uno o più professionisti previamente indicati, sotto la propria personale responsabilità.

Queste norme nell'avvocatura hanno suscitato radicale dissenso con la proclamazione di 12 giorni di scipero da attuarsi in questo mese di lugliodi 2006.

Nei Quaderni dello studio esaminiamo queste ragioni in modo più approfondito.