Costituisce infortunio mortale sul lavoro ogni evento che causa la morte di un lavoratore procurata da una causa violenta in occasione della prestazione lavorativa e a motivo di essa. 

È inaccettabile morire a causa del proprio lavoro. 

L'infortunio sul lavoro può avvenire all'interno dell'azienda o al suo esterno. Quel che vale a qualificarlo è che sia avvenuto in occasione della prestazione lavorativa e a causa di essa.

Se l'infortunio è causato da dolo del lavoratore o da una causa di forza maggiore, il datore di lavoro non ha responsabilità.

La responsabilità del datore di lavoro sussiste anche nel caso in cui l'infortunio si sia verificato per colpa o negligenza del lavoratore. 

I soggetti che hanno diritto al risarcimento dei danni in conseguenza di un infortunio mortale sul lavoro sono innanzitutto il coniuge e i figli. A questi si aggiungono i genitori e i fratelli.

Il convivente ha diritto al risarcimento del danno al pari del coniuge.

Per ottenere il risarcimento del danno occorre prudentemente costituirsi parte civile nel procedimento penale.

Il risarcimento del danno è liquidato secondo le previsioni di specifiche tabelle risarcitorie che ogni tribunale ha adottato.